sabato 13 maggio 2017

Caso Bossetti. Li vedete anche voi i vestiti nuovi dell’imperatore?

Di Gilberto Migliorini


La celebre favola di Andersen - forse ispirata da una storia spagnola - evoca immagini e interpretazioni nell’attualità della cronaca. La letteratura talvolta ci offre dei suggerimenti insperati e ci illumina riguardo alla realtà in cui viviamo ancor meglio di un trattato di sociologia.

La storia è nota. Due imbroglioni fanno credere ad un sovrano di possedere un nuovo tessuto dalle sorprendenti caratteristiche, oltre ad essere sottile e leggero è invisibile agli uomini che non sono all’altezza della carica (nobiliare e professionale). Si tratta dunque di una stoffa che risulta impercettibile agli stolti e agli indegni. Di fatto nessuno riesce a vedere il mirabolante tessuto. Tutti, compresi i cortigiani, per non essere giudicati degli stolti, fanno le lodi della stoffa e ne esaltano la magnificenza. L’imperatore immagina che con abiti indosso confezionati con tale stoffa gli sarebbe stato facile distinguere gli stupidi dagli svegli tra i suoi sudditi e cortigiani.

Il sovrano fa dunque confezionare un abito ai due sarti utilizzando il tessuto impalpabile come seta e dai caratteri sorprendenti. Sia il ministro e sia il funzionario incaricati di visionare e relazionare il lavoro, pur di non passare per stupidi, fanno gli elogi della creazione sartoriale anche se sui telai non vedono un bel niente. I due truffatori invece descrivono la loro creazione con enfasi facendo notare colori e disegno di pantaloni, giacchetta, mantellina… Quando al sovrano viene presentato il superbo lavoro di sartoria neppure lui riesce a vederlo ma finge di mostrarsi estasiato e compiaciuto per il nuovo vestito con il quale darà sfoggio della sua augusta persona.

L’imperatore sfila dunque in abito adamitico, nudo come mamma l’ha fatto, di fronte a una folla di cittadini che applaudono e lodano l’eleganza della mise dai colori e dal disegno davvero originali, vedendo sì la nudità del sovrano, ma preoccupati di non dover confessare di essere indegni. I sudditi finiscono dunque per convincersi della bellezza e maestosità dell’abito, fingono di non vedere che il re è nudo. L’autoinganno talvolta rende ciechi, sordi… bravi sudditi e ottimi spettatori di un reality... Ovviamente se lo dice l’autorità che per vedere l’abito occorre essere intelligenti… non c’è dubbio che tutti finiranno per vedere anche quello che non c’è. Cortigiani, supporter, cicisbei, perbenisti e farisei finiranno per far le lodi sperticate del magnifico vestito nuovo dell’imperatore anche se nessuno lo vede… anche se il sovrano ha solo gli slip, e magari non indossa neanche le mutande. Solo un bambino (la voce dell’innocenza) osa rompere l’ipocrisia, gridando “il sovrano è nudo”, rendendo palese che l’imperatore non ha niente addosso.

Per carità, niente di scandaloso, si vive in società dove siamo monitorati e scannerizzati, dalla carta fedeltà fino alle telecamere che ci seguono anche al cesso e probabilmente abbiamo un chip in quel posto senza saperlo, per lo screening del colon-retto a scopo preventivo... Ma la nudità del sovrano… oibò… un fatto da coprire immediatamente, se non con un vero vestito almeno con una informazione ad hoc che ci racconti come lo strascico, retto dai ciambellani, cade bene, le tinte sono appropriate e il disegno impeccabile, insomma una toilette inoppugnabilmente bella e aggraziata.

Solo una favola? Non proprio. Sono state pubblicate varie fotografie di Massimo Bossetti e di Guerinoni, ci hanno detto che quello è il suo vero padre e che la genetica lo ha dimostrato in modo inequivocabile. Tra le due persone non esiste la ben che minima somiglianza, niente richiama i due volti. Inoltre la signora Arzuffi già da tempo, molto prima del concepimento, si era trasferita. Eppure, visto che lo dice una fonte autorevole, nessuno osa passare per stolto... anzi, tutti si dimostrano ben informati riguardo ad alleli, mitocondri, nucleotidi e quant’altro... motivo per cui i media informati dal palazzo danno la notizia come fatto acquisito perché ai piani alti si considera la cosa già archiviata. 

Guardando le fotografie del padre legale Giovanni Bossetti si nota invece la somiglianza con il figlio Massimo. È palese che non può essere di natura casuale, per chi vuol vedere è del tutto evidente che il padre legale è anche padre biologico sulla semplice logica del fenotipo. È pur vero che l’abito invisibile fatto di mitocondri ed alleli è riservato allo specialista di genetica molecolare, nessuno osa contraddire la sovranità della scienza e l’aura di infallibilità decantata da cultori, esegeti, ermeneuti e sacerdoti dell’episteme, anche se in realtà la fantomatica prova non esiste o non è visibile proprio come la stoffa del vestito nuovo dell’imperatore.

E poi con quel mantra sparato a gran voce, la scienza non sbaglia, chi mai oserebbe fare la figura dello sprovveduto e dello sciocco? Proprio come i sudditi di sua maestà, quelli della favola, son tutti concordi a ritenere che per l’evangelo della scienza mediatico-forense il carpentiere è figlio di un autista e la signora Arzuffi per il bene del Bel Paese, per preservare la castità e la fedeltà, non sua ma quella delle sacre istituzioni, deve adattarsi a figurare come fedifraga e immolarsi come adultera... ah, se invece di ribellarsi stesse al gioco! Perché continuare a contrastare la scienza quando tacendo potrebbe sperare di ricevere, nel giorno in cui tutti si saranno dimenticati di lei, una benemerenza o un riconoscimento?

Certo, nel caso malaugurato che con un test genetico uscisse fuori che per disgrazia Massimo è figlio di Giovanni... insomma, sarebbe un poco imbarazzante per il sistema. 

Comunque le promozioni non si negano a nessuno nel Bel Paese. Il problema sarebbe per le ipostasi come Giustizia e Verità. Nel caso ipotetico la credibilità della Dea bendata si troverebbe in affanno e il prestigio delle istituzioni verrebbe un tantino appannato.

I documenti depositati servono a poter procedere a una verifica da parte di chiunque ne abbia interesse. Non è solo questione di trasparenza, quando un ricercatore pubblica un suo esperimento su una rivista scientifica è perché un suo collega lo possa replicare. Questo perché capita che molti risultati scientifici, pubblicati anche dalle maggiori riviste, una volta verificati da altri scienziati siano smentiti. E ciò significa che i risultati non sono riproducibili. Riprodurre un risultato significa controllarne fattualmente i metodi utilizzati e interpretarne i dati alla luce delle procedure più accreditate. Spesso i risultati che con successo superano il test di riproducibilità sono inferiori al 70%. 

No, la scienza non è una fede che si accetta ad occhi chiusi dato che comporta sempre la possibilità di una verifica e l’esistenza di potenziali falsificatori. L’errore fa parte dei suoi protocolli in una situazione controllata delle variabili, dipendenti e indipendenti. Può anche accadere che vengano rilevati refusi, vuoi nella metodologia o vuoi nell'interpretazione dei dati. In assenza di un documento, le parole anche di un illustre genetista vanno prese con beneficio di inventario. Nella storia della biologia abbiamo tante controversie scientifiche relative al metodo e alla interpretazione dei risultati. In mancanza di documentazione replicata nulla ha valore e dargliene significa fare atto di fede verso il santone di turno. Ci saranno carte visibili prima o poi, dato che anche un qualsiasi disconoscimento di paternità prevede il deposito di un documento con tutte le informazioni analitiche relative all'esecuzione del test?

Perché l’accusa non ha effettuato un test di raffronto col padre legale come auspicato dal Gip? E se l’ha fatto, perché non risulta agli atti? Siamo di fronte a una versione aggiornata della famosa fiaba danese? La spesa di milioni di euro può essere una spiegazione al mancato deposito della prova di paternità? Quello che colpisce è la reazione dell’opinione pubblica, del tutto analoga con la folla di cittadini che applaudono l’eleganza del re col suo vestito nuovo. Oggi per i media la scienza è diventata un atto di fede, anche quando viene solo evocata dai media. Eppure siamo agli ultimi posti nella libertà e obiettività dell’informazione in Europa.

Ci raccontano una favola, altro che il favola! Non esiste agli atti alcuna prova di paternità (un test analitico, documentato e riproducibile eventualmente da un altro laboratorio) che dimostri che Massimo Bossetti non è figlio biologico del padre legale Giovanni Bossetti. Nulla ci è stato mostrato, però ci viene decantato il tessuto invisibile sotto forma di una prova di paternità accertata che dimostrerebbe in modo inequivocabile l’adulterio della signora Arzuffi... o in alternativa che Massimo Bossetti in un modo o in un altro è figlio di un altro uomo. La premessa della paternità Guerinoni viene affermata come un assioma senza essere provata e documentata. È inutile che ci dicano che la prova a disconferma è stata fatta e che il risultato è che il carpentiere non è figlio di Giovanni. Le prove sono documenti da allegare agli atti altrimenti sono solo dichiarazioni, affermazioni senza riscontri, entità immaginifiche come l’araba fenice.

La favola mediatica così ben ispirata con il nuovo tessuto genetico possiede caratteri organolettici che hanno ispirato una digressione puramente letteraria? Una spesa colossale è ben servita a confezionare le vicende della famiglia Guerinoni in una saga familiare dove realtà e fantasia si mescolano in un vestito confezionato con alleli e mitocondri? L’abito nuovo dell’imperatore assomiglia molto al presunto padre di Massimo Bossetti. I romanzi d’appendice piacciono al lettore, come i reality e le telenovele piacciono allo spettatore amante di qualche isola dei famosi. Il target deve aver considerato eccitante la divagazione ricca di pathos e intrisa di tradimenti, trame oscure, coup de théâtre. Gli ingredienti piccanti e morbosi piacciono all’audience, soprattutto quando ci raccontano che la paternità è acclarata, che esiste prova che Massimo non è figlio di Giovanni. La prova però è invisibile proprio come il vestito nuovo dell’imperatore

L’effetto scenico e la sorpresa per l’improvvisa rivelazione stupefacente del figlio illegittimo, fa perfino dimenticare l’omissis che agli atti il documento non c’è, c’è solo uno sponsor pubblicitario come la vendita di una saponetta con lo sconto e il premio fedeltà. Il capitolo Guerinoni ha spessore letterario… la storia è così coinvolgente che si è pronti a seguire le istruzioni per l’uso a scatola chiusa…

Peccato che nel caso non ci sia il documento, la controprova, la riproducibilità come in ogni esperimento pubblicato su una rivista scientifica o depositato agli atti in un processo. La resa letteraria è comunque suggestiva, un romanzo con quelle belle vicende tra il pittoresco e il fantastico, intrisa di folclore e mistero. La vicenda con tradimenti e figli illegittimi potrebbe essere solo una digressione letteraria, un reality che c’entra come i cavoli a merenda col delitto?


Che Massimo non è figlio di Giovanni è senza riscontri. Tutta la vicenda del vero padre potrebbe risultare solo un espediente narrativo, bello e suggestivo proprio come quel Dna sopravvissuto per mesi alle intemperie nel campo dei miracoli. 

Il re è nudo? Con le mutande confezionate con quella stoffa di cui è fatto il vestito nuovo dell’imperatore?

Articoli e Saggi di Gilberto Migliorini

437 commenti:

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Anonimo ha detto...

Il problema - egregia Gugly - è che la cosiddetta prova DIRETTA è composta da un DNA nucleare che ha più buchi di un formaggio svizzero e da un DNA mitocondriale che invece è solamente un buco senza nulla intorno (per quanto riguarda Bossetti, dato che in realtà il DNA mitocondriale c'è, solo che non è di Bossetti, come giustamente evidenzia Biologo). Altre prove dirette non ce ne sono, nemmeno nelle motivazioni. Il punto non è meramente procedurale su quando è come la difesa avrebbe dovuto chiedere la perizia: con questa prova DIRETTA, il processo doveva finire in 10 minuti con Bossetti assolto. Altro che richiedere la perizia (che poi hanno comunque chiesto e vediamo se verrà negata è come sarà giustificato un eventuale rigetto). Perché le cose siano andate diversamente possiamo solo ipotizzarlo, almeno per ora. E qui ha ragione Antartide: balordaggine o malafede.
Haddock

Dudu' ha detto...

Una traccia LCN é una traccia sotto soglia.
É il criminologo Fusaro che introduce il dubbio della contaminazione,facendo tutto un preambolo sulla genesi della traccia ed ipotizzando una serie di azioni che fuori dal contesto delittuoso potrebbero dare casualità di contaminazione(trasferimento indiretto).

Fusaro però parte da un ragionamento da seguire alla lettera, assumendo per buono l'indizio del dna,ma sottolineando a fine articolo le ragioni per cui quell'indizio non é valido e andava cestinato.

Il link indicato da Dan.F.
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/bossetti-prova-dna-criminologo-natale-fusaro-perche-non-si-poteva-fare-2503689/

La sua tesi (di Fusaro)rimarrà valida qualora una perizia futura stabilisse che la traccia di ignoto1 sarebbe realmente di Bossetti; le premesse che vanno dai kit scaduti alle lievitazioni in provetta, alleli chimera(avanzati piú precisamente), per non parlare che l'Y fatto su traccia quasi LCN (quello si) ma pure alcuni alleli non corrispondenti nei locus danno e formano delle premesse di forte dubbio che possano corrispondere realmente ,aggiungendo l'assenza del mtdna che lo escude a monte.

Come riportato da Biologo e altri in precedenza, le quantità non sono sotto soglia ma indicano che dalla quantità abbondante e sorprendentemente fresca avrebbero dovuto indicarne la specie e con la mRna il tessuto di appartenenza, cosa non riuscita.

Ma che fosse avvenuta una contaminazione lo dubitò pure Portera chiedendo lumi nel 2013, rispose negativamente la procura dopo alcune verifiche (sono agli atti queste verifiche ?).
Portera nel 2012 e 13 sollevò molti dubbi su quelle tracce,perché ora le assume per buone?

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/316820_i_medici_hanno_eseguito_lautopsia_senza_contaminare_il_dna/?attach_a_&src=img&site_source=RelatedBottomImg-316820

Dudu' ha detto...

Biologo,
"
Non è l'unica volta che i periti dell'accusa utilizzano impropriamente un termine in un modo che qualcuno potrebbe anche interpretare in maniera sospetta, tanto che durante il processo è stata chiesta l'acquisizione di un'email del dott. Giardina del novembre del 2011, pag. 13 delle motivazioni"

Novembre 2011.
Il 3 nov venne estratto il dna di P.G. Logica vorrebbe che da quel momento partissero le intercettazioni, a marzo 2012 venne aperta la bara del padre.
Davvero curioso come sia rimasta ai margini questa figura.
A tutt'oggi, tutti a negare l'esistenza di un fratellastro con dna uguale e ne hanno uno sotto il naso ma per un strano fenomeno non lo vedono : 20 marcatori su 21 e si dice inverosimile,impossibile.

Gugly purtroppo non ricorda che il gip e poi il riesame avevano stabilito che bisognava risolvere nel processo i problemi su ignoto1.
Con questa premessa fu iniziato il processo.

Si videro costretti chiedere la perizia quando compresero che non l"avrebbe fatta la Bertoya, la quale rilevò le inconguenze (e sono riportate in motivazioni) ma tirò dritto, solo concedendole la difesa avrebbe potuto dimostrare le sue tesi e confutare i dubbi. Aveva diritto di averle e ragioni validissime a sostegno emerse nel dibattito.(questo non lo dice Gugly, é un aspetto che non gli piace : avere torto marcio. )

gugly ha detto...

Complotti a parte, non vedo ancora la spiegazione FORMALE con cui la Corte asservita ai poteri forti avrebbe rigettato la richiesta di perizia...continuate pure ad offendere la difesa dipingendo un quadro in cui è rimasta inerme e non ha chiesto nemmeno perché le sue richieste venivano ignorate.

Vanna ha detto...

Maria,
il " complottismo" non è mai da quattro soldi, semmai il contrario, per cominciare.
La lettura che lei dà di quello che scrivo è non dico riduttiva ma semplicemente comoda e mi stupisce visto il lavoro che lei svolge.
Vede, è riduttivo scrivere che io "vedo nemici ovunque" e per di più è distorto, poichè invece continuo a riaffermare che il trattamento subito dalla Bossetti family è stato vergognoso e non si è avuto rispetto dei valori che quella famiglia condivide e neanche dei figli minorenni.
Ho continuato a riaffermare che, se anche fosse un assassino non doveva subire ciò che ha subito tre anni prima della condanna e se anche quel dna fosse suo al 1000%, non ci sono prove ulteriori a suo carico.
Bossetti e la sua famiglia non sono "nemici" intanto in quell'" ovunque".
Analizzare ciò che non va in questa vicenda porta a evidenziare che il trattamento subito dal colpevole è stato singolare e crudele perché ha colpito anche persone che non c'entravano, quindi i "nemici" che vedo io, secondo lei, li vediamo in parecchi.
Quindi quell' "ovunque" è superficiale, fuorviante per lo meno e pure gratuito.
Il mio dire è schietto, sincero, motivato e argomentato con cuore e con onestà intellettuale, ho la possibilità di accorgermi quando si disseminano trappole e la libertà di esprimere il sentiero che percorro.
Sono complottista? E se fosse?
Lei che è esperta dei meandri della psiche, crede proprio che dietro tutta la vicenda non ci sia una trama che indica solo un colpevole e lasci liberi altri?
Se lei lo crede o meno non m'interessa, se lei dà un giudizio sul mio dire io replico.
Buona giornata.

Vanna ha detto...

Biologo, estrapolo da te: "...Eppure non ci si era tirati indietro di fronte ad una discussione dei fatti: quando finalmente si sono decisi a rispondere nel merito, si vedano ad esempio le risposte di gugly sulla questione dei margini ungueali, si sono dimostrati profondamente impreparati.
A quel punto sono tornati alla carica per l'ennesima volta sulle procedure, sulle scelte del pool difensivo, ecc.... Solita storia insomma, a cui ora si aggiunge anche l'accusa di essere "aggressivi". Mai un dato. Mai un fatto concreto... 22 maggio 2017 20:31:00"

"Un fatto concreto" si è affacciato invece, il dire flautato che sono complottista (manco fosse una colpa esserlo) per screditare che mi sono accorta delle virate che si fanno pur di non affrontare ciò che qui si scrive. E viene usato un metodo un po' limitato poiché affermare che ci si è accorti di certe tecniche significa " complottismo" e non vigilanza col vento in poppa, vuol dire veramente che non si ha nulla da dire di interessante.

Vanna ha detto...

antrag ha detto...
"@Vanna
Come si fa a credere alla buona fede dei giudici se l'incessabile e puntuale controcanto di Biologo è così concreto e convincente?
L'unica alternativa potrebbe essere un operato balordo.
Tu vedi una terza via?
22 maggio 2017 21:45:00 "

Grazie antrag, non l'avevo capito!
Sì potrebbe essere quella la terza via!
E' sublime quello che scrivi in poche parole!

Vanna ha detto...

Dudù, condivido tutto ed estrapolo:
"...Già, quanti progressi ha fatto la scienza con kit scaduti e scambi di dati.Giusto stamattina ho letto un articolo sull'omicidio Gaudio : il dna é astrattamente compatibile.
Non ho parole.
Vegliate il vostro dna 24H e pregate ogni sera non lo trovino nel posto sbagliato a 10 km da casa vostra oppure a un km..
22 maggio 2017 16:26".

Gilberto ha detto...

La teoria del complotto
Si tratta della vecchia tecnica dell’attacco all’oppositore. Metterlo in cattiva luce e delegittimarlo con le classiche parole chiave come quella di ‘complottista’ che riassume in negativo e in modo dispregiativo una sorta di discredito preventivo di tutto quello che mette in discussione la versione delle fonti ufficiali. La tecnica è in genere quella degli stati totalitari, ma ormai è stata acquisita in tutte le realtà politiche e rappresenta uno modalità di contrapposizione con l’avversario politico. Tutto quello che non fa piacere ascoltare o che mette in discussione le veline istituzionali viene derubricato come teoria del complotto e come cospirazione. Il chiaro intento è quello di usare parole segnale o slogan che fanno di ogni erba un fascio. Sicuramente esistono teorie complottiste fantasiose e irreali, che però vengono utilizzate strumentalmente per dimostrare che qualunque critica o qualsivoglia rilievo circa l’attendibilità della versione ufficiale debba essere incasellato lì tra quelle. In tal modo si dispone di uno strumento preventivo per squalificare l'avversario o comunque per disinnescare qualsivoglia critica, il termine può dunque essere usato in maniera strumentale per depotenziare quelle che sono di fatto rilievi sostanziali e dimostrati.

Maria ha detto...

Cara Vanna,
il mio era un commento col sorriso.
I "complotti" non erano riferiti al caso Bossetti, comunque. È il suo atteggiamento quando immagina che dietro ai nick ci siano membri della giuria o persone che vogliono screditare il blog a lasciarmi perplessa.
Detto ciò, un terribile attentato ha sconvolto la città in cui vivo. Mi ritiro per qualche giorno, il dolore è troppo.
Buon proseguimento a tutti.

gugly ha detto...

Gilberto, non sviare.
In pratica tu affermi di avere la chiave dell'innocenza di Bossetti e non la diffondi? Non aiuti la difesa che ancora non ci è arrivata?

@Maria siamo tutti sconvolti, come dice il Papa è una guerra mondiale a pezzettini, nel mentre c'è gente che si permette di giocare con la vita di soggetti condannati, afferma di avere la soluzione in tasca ma non fa nulla per renderla concreta.

Strano modo di aiutare chi si afferma di difendere.

Gilberto ha detto...

Una tecnica accessoria di delegittimazione è quella di personificare i rilievi dell’interlocutore. Non è importante quello che dice (dei fatti come quello che non esiste agli atti una prova di paternità o che del Dna non rimane leggibile per mesi) ma tutte le suggestioni al contorno: perché non lo va dire a questo o a quello, perché non fonda un partito, perché non lo pubblica, perché non offre il suo profilo e la sua biografia esistenziale, perché non compare come opinionista ufficiale, perché non inizia una nuova religione… e chi più ne ha metta. È come dire che se uno rileva che Katmandu non è India ma in Nepal deve anche costituirsi parte civile per la costituzione di un nuovo mappamondo…
Newton in un aforisma rimasto famoso diceva "Hypotheses non fingo", non invento ipotesi. Anch'io mi sono limitato a una descrizione dei fatti. Il significato e le implicazioni non sono del tutto chiari, ma potrebbero comunque delineare scenari abbastanza inquietanti...

gugly ha detto...

Gilby, in pratica stai nascondendo dietro tanti paroloni la tua difficoltà rispetto alla mia domanda molto precisa: se io vedo un errore su una cartina geografica se posso tendo a segnalarlo, non lascio la cartina geografica col refuso, ti pare?
Tu non puoi segnalare il refuso che sta costando ad una persona il carcere da tre anni e con la prospettiva di non uscirne mai più?
La tua è una descrizione dei fatti, ma allora come mai secondo te la difesa non si muove secondo quanto da te auspicato? Colpa, dolo o complotto?

Gilberto ha detto...

Come perché non lo segnalo? Lo sto dicendo qui nel blog che viene letto da migliaia di persone con articoli segnalati su Google. Il problema Gugly è che navighiamo in un mare di informazione e ognuno di noi considera più o meno attendibili le notizie sulla base del prestigio della fonte, della capacità di persuasione dell'interlocutore, della perizia del medium nel raggiungere il maggior numero di persone (come ad esempio una grande testata o un format televisivo). Chi possiede le chiavi dei media e controlla le fonti istituzionali è in grado di controllare anche le notizie e, con una convergenza di mezzi e di strutture organizzative, di far crescere le ali agli asini (complottismo?). Il caso Bossetti non è solo un cold case è anche un grande esperimento di psicologia sociale che ci coinvolge tutti. La dimostrazione che nella società dell'informazione si possono controllare le notizie, farle crescere o annichilirle, depotenziarle o enfatizzarle. Nella società dell’informazione, nel contesto di complessi feedback tra emittente e destinatario dei messaggi (e nell’antagonismo dei poteri forti) l’oggettività delle notizie fa parte dell’illusione del mondo del disincanto. Assegnare per decreto un nuovo padre non sembrerebbe faccenda poi così complicata se si riesce a controllare l’elezione di un presidente con lo zampino degli hacker…

gugly ha detto...

Ma la difesa non sembra ascoltarti, come te lo spieghi? Se la notizia non arriva non è meglio che ti attivi tu? Ne va della vita di uomo e della giustizia in Italia, giusto?
Ripeto la domanda: perchè la difesa del sig. Bossetti, unica autorizzata a tirare fuori dal carcere il proprio assistito non percorre la strada della paternità che DA SOLA aprirebbe le porte del carcere? Dolo, colpa, connivenza? Ignoranza? Resta che non lo fa da tre anni, non ti senti in dovere di prendere contatto direttamente e portare il tuo contributo?

Ivana ha detto...

Verissimo.
Ma di certo non quelli che hanno finora frequentato questo blog
Biologo, 22 maggio 2017 20:31:00


Ritengo che ci siano state almeno due ottime persone che cito volentieri: Massimo M (non innocentista riguardo al caso di Veronica Panarello) e Chiara (non innocentista riguardo al caso Bossetti); quest’ultima, in particolare, era apprezzata e stimata moltissimo anche dallo stesso Massimo Prati.


Penso, per esperienza personale (avendo discusso serenamente anche con mio marito che ha la stessa convinzione di Gilberto)che sia inutile continuare a insistere sull’argomento paternità: ognuno rimarrà nella propria posizione e continuerà a seguire la propria linea di pensiero. :-)
Come ribadisco, sono pienamente d’accordo con chi ritiene che l’argomento paternità sia ininfluente: conta che venga dimostrata con chiarezza e trasparenza l’affidabilità, o la non affidabilità, di quel determinato profilo genetico di Ignoto1.
(E, comunque, come continuo a ripetere, penso che la prova del DNA, da sola, non dovrebbe essere considerata sufficiente per una condanna.)

Durante il processo di primo grado non è stata concessa la super-perizia adducendo, a mio avviso, una motivazione non condivisibile, perché è innegabile che la mole di prelievi già effettuata potrebbe far ritenere “ultronea la richiesta della difesa dell’imputato di conferire un apposito incarico peritale volto a ispezionare nuovamente gli indumenti della vittima, onde verificare se sugli stessi fosse possibile rinvenire ulteriori tracce biologiche attribuibili all’imputato o ad altri eventuali contributori”, ma la Corte non ha considerato che la difesa mai ha potuto partecipare ad alcuno dei 294 prelievi (come non ha partecipato a qualsiasi delle altre numerose analisi effettuate).
Penso, quindi, che il presidente della Corte d’Appello dovrà concederà la superperizia (relativa, almeno, a determinate analisi ancora possibili in base a quanto effettivamente rimasto) tenendo in considerazione l’importanza di non ledere un importante diritto dell’imputato.


“non si può escludere che, per quanto sembri attingere ad un ricordo, Bossetti riporti qualcosa di appreso dai difensori."
Che a me sembra una concessione.


Nautilina, condivido, anche perché a pagina 124 mi sembra che, in pratica, si dica che dal modo diretto con cui Bossetti si era espresso sembrava che non riportasse una circostanza appresa da altri.
Insomma, “pare” che Bossetti riferisca un episodio vissuto e “pare” che si meravigli che la moglie non ricordi che quel giorno era brutto tempo.
Viene usato il verbo “parere” che non dà alcuna certezza, lascia solo il dubbio, in quanto esprime una semplice impressione che può essere fallace, quindi assolutamente non significativa.

gugly ha detto...

E' Gilberto che continua a sfornare articoli sulla questione paternità, salvo tacere se gli chiedi come mai un elemento a suo dire così dirimente non venga utilizzato dalla difesa.

Ivana ha detto...

Gugly, mi sembra di ricordare che Gilberto si fosse già espresso in merito; mi sembra che lui pensasse che potrebbero esserci accordi segreti tra le parti per "salvare capra e cavoli": Bossetti libero, accollandosi una paternità fittizia e la credibilità della costosissima indagine non intaccata.
Comunque, sarà lui stesso, eventualmente, a confermare o smentire il mio ricordo.

Ivana ha detto...

Esprimo la mia solidarietà e vicinanza a Maria, comprendendo il suo dolore per il terribile attentato avvenuto nella città in cui vive.

Un abbraccio caloroso a Maria e a tutti i suoi concittadini
Ivana

Gilberto ha detto...

Avevo espresso varie ipotesi tutte con il punto interrogativo. Nessuno di noi ha la sfera di cristallo. Di sicuro se Bossetti venisse assolto qualcuno non ci farebbe una bella figura con una indagine costosissima che finisce in un nulla di fatto. Va bene che le carriere non vengono intaccate, nel Bel Paese le promozioni non si negano a nessuno...

Gilberto ha detto...

Però vorrei aggiungere che SE davvero venisse provato che Massimo Bossetti è figlio biologico del padre legale sarebbe destabilizzante per l'intera giustizia italiana, non solo per quella bergamasca. Il colpo sarebbe terribile per la credibilità della Dea Bendata. Non credo che se lo possano permettere...

gugly ha detto...

Ma perchè la difesa non chiede di provare se il proprio assistito è figlio del padre anagrafico? Visto che all'accusa non interessa perchè non si fa parte diligente chi ha tutto interesse a che emerga la verità?

Continuo a fare la stessa domanda ma Gilberto si guarda bene dal rispondere, continua a dire " se venisse accertato che..."

Ma se non lo fa nessuno questa condizione non si avvererà mai!

Allora, perchè non si muove la difesa? Fa parte del complotto?

Gilberto, puoi rispondere?

Sandro ha detto...

Gugly scrive:
"E' Gilberto che continua a sfornare articoli sulla questione paternità, salvo tacere se gli chiedi come mai un elemento a suo dire così dirimente non venga utilizzato dalla difesa. " [cit.]

e tu prova allora chiederglio alla difesa invece di continuare la tua infantile lagna da insodisfatta repressa su questo blog.

Lo so, lo so: sei bravissima, preparatissima, hai sempre ragionissima, etc etc etc.
Ma...
Ma non sei diventata una PM.
Non sei diventata un'avvocato penalista.
Non tratti casi di fama da prima pagina.
Boh; qualcosa vorrà dire mi immagino.
E a quello poi si sommerà magari anche un lato personale e famigliare da "specchio riflesso", magari nemmeno quello dei più di top-level, chissà.
Tranquilla, tutti c'abbiamo dei problemi. E' la vita, sai.

resta però insoluta la domanda:
"ma proprio a noi qui, ci tocca doverci sorbire le tue patetiche sbrodolate qui ogni volta che non passi il test autostima?"

Guarda che non è che scribacchiando basse parole di bile da asilo infantile tra i commenti di un blog, che l'autostima migliora realmente.
non ti accontentare dell'auto-palliativo. Chiedi consiglio a chi si occupa di certe problematiche per mestiere.
Cresci un pò.
vedrai, ne gioverai.

Sandro

gugly ha detto...

La difesa ha già risposto a processo, ritenta.

Quanto agli insulti personali, ti sei qualificato da solo, qualche problema a rispondere nel merito?

Gilberto ha detto...

Gugly
A me sembra che Sandro ti ha dato dei buoni consigli, credimi, li terrei preziosi.

Biologo ha detto...

@Nautilina

-scrive: Che a me sembra una concessione.

Hai ragione! In effetti nelle pagine da te indicate i giudici esprimono un dubbio mentre a pag. 124 sullo stesso argomento si sono espressi lasciando intendere una conoscenza diretta di quei fatti. Viene da chiedersi che senso ha aver costruito tutto quel discorso se poi alla fine loro stessi hanno ammesso che in effetti poteva trattarsi di qualcosa appreso indirettamente.

Però adesso la parte che sembra ancora più sorprendente è che se al racconto del fango non danno più rilevanza invece si soffermano e ritengono significativa la storia del clacson e del telefono scarico:

[...] spiega alla moglie che non aveva risposto alle telefonate del cognato perchè il suo telefono si era scaricato, che aveva incrociato una persona e aveva provato ad accendere il telefono ma era scarico e così l'aveva salutata con un colpo di clacson [...]

Questo fatto dovrebbe essere considerato ancora meno rilevante anche perchè non è nemmeno noto con certezza a chi si riferisse riguardo al saluto, infatti nella nota 251 di pag. 135 è scritto:

In sede d'esame il Pubblico Ministero ha contestato all'imputato che la persona che lui sosteneva di aver incrociato quella sera era Massimo Maggioni, dalla trascrizione si evince che ha incontrato una persona di conoscenza ma non chi.

Cioè se non è nemmeno chiaro chi avrebbe salutato, come si può essere certi che quel fatto sia avvenuto proprio quel giorno. Infatti nessuno è venuto a confermare la circostanza.
Inoltre se la Corte si fosse fermata a riflettere con attenzione su questa faccenda del telefono scarico e del clacson probabilmente sarebbe arrivata alla conclusione che si tratta di un ricordo impreciso relativo a qualche altro giorno più che di un fatto realmente accaduto quel 26 novembre: all'imputato era stato ripetuto per settimane che il suo telefono era spento, ecco quindi che dovendo spiegarsi tale fatto gli sarà tornato in mente un giorno in cui il telefono si era scaricato e aveva così salutato qualcuno col clacson piuttosto che con lo squillo. Però alla fine, dopo averlo indotto a tirare fuori una giustificazione per il telefono spento si scopre, grazie alla nota Vodafone, che il telefono non era spento, ma semplicemente non aveva fatto o ricevuto chiamate nelle ore del delitto.

[continua...]

Biologo ha detto...

[...continua]

E tale confusione non può che essere stata alimentata dal fatto che il 26 novembre c'erano sì state delle chiamate non risposte come se il telefono fosse spento o irraggiungibile, ma alle ore 15 non dopo le 18, si veda pag. 113 delle motivazioni:

alle 15.26, 15.27, 15.33 e 15.47 era ripetutamente e invano cercato da Osvaldo Mazzoleni e il suo telefono non agganciava alcuna cella, come se fosse spento o irraggiungibile

Infatti poi Massimo Bossetti si accorge delle chiamate e il telefono lo utilizza:

alle 17.45.02 era lui a telefonare a Mazzoleni, agganciando Mapello via Natta settore 3; dopodiché. la successiva telefonata era quella di Leone Rota alle 7.34 del 27 novembre 2010.

Il telefono sarà anche stato spento alle 15, magari perchè scarico, ma poi alle 17.45 doveva essere necessariamente funzionante. Se da quel momento in poi non cambia cella fino al mattino successivo rimanendo agganciato al settore che copre anche casa sua, è chiaro che la Corte avrebbe dovuto prendere in considerazione la possibilità che il telefono poteva essere scarico alle 15 e poi sotto carica alle 17.45 quando il muratore ha raggiunto la sua abitazione.
Perchè se è vero che potrebbe aver caricato il telefono nel furgone dopo le 15, bisogna anche ammettere che è alquanto singolare che il suo telefono possa aver lasciato tracce sullo stesso settore della stessa cella mentre se ne andava scorazzando in lungo e in largo per l'Isola bergamasca mentre i cambiamenti di cella del telefono della piccola Yara erano continui nonostante degli spostamenti minimi della ragazza.

Quindi non c'è alcun elemento concreto e provato che possa far ritenere il racconto del telefono scarico e del colpo di clacson necessariamente frutto del ricordo di un evento verificatosi quel 26 novembre.

Vanna ha detto...

Gilberto, nonostante tutte le tue repliche alle solite chiacchiere ecco la risposta sempre uguale:

"Ma perchè la difesa non chiede di provare se il proprio assistito è figlio del padre anagrafico? Visto che all'accusa non interessa perchè non si fa parte diligente chi ha tutto interesse a che emerga la verità?

Continuo a fare la stessa domanda ma Gilberto si guarda bene dal rispondere, continua a dire " se venisse accertato che..."

Ma se non lo fa nessuno questa condizione non si avvererà mai!

Allora, perchè non si muove la difesa? Fa parte del complotto?

Gilberto, puoi rispondere?"

Notare please le nuove osservazioni espresse con originale qualità:
Incipit: si presenta la difesa che non ha fatto, anzi fa parte del complotto, la difesa. Si richiede a Gilberto, si dà la colpa a tutti, si scagiona l'accusa, Gilberto potrebbe rispondere visto che finora non ha spiegato nulla!

Quale significato dare a questo post?
Cosa porta di nuovo detto?
Cosa porta di vecchio detto?
Perdita di tempo.

Dudu' ha detto...

Gugly scrive :
"La tua è una descrizione dei fatti, ma allora come mai secondo te la difesa non si muove secondo quanto da te auspicato? Colpa, dolo o complotto?"

Niente di tutto ciò.
É in attesa delle perizie per poterlo confutare. ( io non faccio la crocerossina). Ragioniamo : Cercare sgomitando di avere ragione non cambi lo stato dei fatti. Di chi é figlio Bossetti non l'ha certificato nessuno, l'unico che avrebbe fatto la comparazione é Previdere. Non avrà nessun timore sottoporre la sua analisi a un pool superpartes. Giusto?
Ma su una cosa devo darti un pò di ragione : se e dico SE, quando la difesa fece le verifiche in quel di Torino e confrontò (in ipotesi) l'amelogenina tra nonno e nipoti e i dati furono convergenti, IN QUEL CASO , la Gino avrebbe dovuto palesare i dati discordanti affinché anche questo dato sollecitasse la corte promuovere le perizie.
MA non dimenticandoci, la corte non ammise a PROVA la paternità, dunque la stessa é rimasta fuori dal processo, per volere della procura, accolta dalla parte civile e corte giudicante.
Cadi in errore quindi affermare che la "prova" della paternità avrebbe scagionato Bossetti perché, come disse la procura (risultando un gioco a suo favore) il ndna corrisponde e tanto basta per accusarlo.
É un pò un gioco degli specchi, perché da un lato venne sostenuto aver trovato il figlio illegittimo e in tale veste venne svenduto Bossetti, ma poi, si sottrassero alla prova ufficiale negandosi l'incoronazione dell'indagine monumentale come amano definirla e la cosa non si può dire che non é altamente sospetta.

Dici avere il colpevole che incorona la tua indagine, perché ti sottrai dimostrarlo?ben consapevole che hai solo un indizio su quest'uomo?

Allora cosa succede? Estromessa la paternità dal dibattito la difesa non poteva sollevare l'argomento (lo sai bene), limitandosi nel confronto dialettico dire : a noi risulta sia figlio di un altro uomo; perché? Ragioniamoci, sempre in ipotesi, avesse la difesa detto : a noi risulta che i figli di Massimo e Marita abbiano lo stesso Y del nonno Giovanni, con le corna già divulgate qualcuno poteva prestarsi al gioco di ulteriori corna coniugali.
Forse questo il motivo? Non lo sò, stà di fatto (e non in ipotesi) che il cromosoma 15 di Guerinoni non corrisponde in Bossetti, siccome non corrispondeva hanno decretato fosse un artefatto in positivo ma la cosa non é possibile . Questo fatto é stato sottovalutato dalla corte?non compreso?; vai saperlo.
Rimane che in uno stato di diritto un indizio può assumere una connotazione di prova regina quando il dato é stato vagliato e VALIDATO da tutte le parti in causa, solo una perizia sopra le parti può farlo. Un possibile errore e hai incarcerato la persona sbagliata. E di questo una corte giudicante dovrebbe essere consapevole e accorta.
Di errori ne sono emersi a iosa e molto gravi. La perizia deve essere fatta a tutto tondo.
Le opinioni non sono opinabili, rimangono a solleticare dubbi e pretendere certezze.Qualora Gilberto avesse ragione, mi auspico arrivino le scuse di molti.

Biologo ha detto...

Intanto mentre in questi commenti si continua a discutere in maniera a mio avviso assurda sulla questione della paternità, l'avv. Salvagni sembra aver confermato con un suo intervento una cosa che alcuni di noi tentano di far notare da tempo:

http://picpaste.com/salvagni-maternita-ignoto1.GIF

Dudu' ha detto...

Biologo,
ottime considerazioni, gli spostamenti di cella sono quanto di piú fantasioso scritto.
Sul punto avevamo scritto moltissimo. É innegabile che il telefono lo abbia con sé Bossetti(qualcuno fantasticava l'avesse spento, altri lasciato a casa. Ma le celle parlano chiaro:Bossetti e Yara non sono mai nel medesimo luogo. Ed é palese tenti dare spiegazioni possibili - in astratto-. Lui sosteneva che la sua vita si basava sulla routine quotidiana uguale a se stessa ogni giorno e in base a questa normalità ha teso dare/fornire possibili movimenti e spiegazioni.
Incredibilmente, l'impianto di sicurezza dell'isola NON ha prodotto immagini. Fú manomesso?
Che ci faceva un vigile urbano all'incriocio di via Morlotti? Chi era?cosa controllava? Perché non si é indagato?

Biologo ha detto...

@Dudu'

Più che altro ho riportato questi dettagli sulla questione del telefono per sottolineare che è assurdo che i giudici abbiano considerato provato il telefono scarico e il colpo di clacson il 26 novembre quando del telefono non è noto quasi nulla neanche in linea generale.

Anonimo ha detto...

Gilberto dice:"Però vorrei aggiungere che SE davvero venisse provato che Massimo Bossetti è figlio biologico del padre legale sarebbe destabilizzante per l'intera giustizia italiana,"

Mio nonno, invece, di fronte ad una ipotesi di tale banalità, ribadiva solitamente: "SE MIA NONNA NON FOSSE MORTA, ORA VIVREBBE ANCORA"
Giuliano

Paolo A ha detto...

Ivana

Se Bossetti non è figlio di Giuseppe Guerinoni non può essere Ignoto1, la paternità di Bossetti è importante eccome, ti ricordo che in ogni documento processuale che tratta della paternità di Ignoto1, ad iniziare dall'ordinanza di custodia cautelare, si afferma che Ignoto1 è figlio di Giuseppe Guerinoni.

Nel caso della paternità di Bossetti questo potrebbe essere figlio di un terzo soggetto, ne Guerinoni ne Giovanni Bossetti, se ciò dovesse essere accertato in giudizio, Massimo Bossetti uscirebbe dal processo alla velocità della luce, ma altri entrerebbero alla stessa velocità in un mare di guai.

La questione è tutta qui e da quello che posso intuire, gli inquirenti sanno che Bossetti non è figlio di Giuseppe Guerinoni, altrimenti avrebbero fatto il test di paternità già durante le indagini, come sollecitato dal GIP nell'ordinanza di custodia cautelare.


Dudu' sei sicura che sia stato Previdere' ad occuparsi della paternità di Bossetti, a me non risulta, Previdere' si è occupato della comparazione del DNA di Bossetti con Ignoto1, ma mai della verifica della paternità, dubito che Previdere' abbia avuto un campione del DNA di Giuseppe Guerinoni. O forse sbaglio?



Nautilina ha detto...

Questa polemica potrebbe pure finire, credo...ci sono tanti argomenti interessanti da trattare ed è un peccato battibeccare su un'ipotesi di cui non avremo forse mai certezza. Così non si va avanti di un passo, lo dico prima di tutto a Gugly.
Gilberto è una persona così garbata, lasciagli esporre le sue convinzioni!
A Bossetti non cambia nulla perché comunque i suoi avvocati hanno già scelto la strategia per l'appello e non va in quel senso, hanno già detto che non discuteranno la paternità, quella la danno per buona.
E siccome sprovveduti non sono, anzi tutt'altro, evidentemente o 'sta benedetta paternità di Giuseppe Benedetto non conta, oppure non possono dire e fare di più.

Dudù,
ti ringrazio molto per i chiarimenti. Spero tanto anch'io che l'ipotesi della contaminazione valga come riserva, perché leggo e sento i colpevolisti concludere che se quel DNA appartiene a Bossetti allora basta, che la si faccia finita.
No, per me non finisce lì.
E non lo penso solo per questo imputato, è un problema particolare che potrebbe riguardare chiunque, anche uno di noi, anche quelli che inneggiano a Bossetti killer.
Se trovano il tuo DNA sui vestiti di una persona che nemmeno conosci, e per caso ti hanno visto passare sotto casa sua dieci minuti prima dell'omicidio, sei spacciato, diranno che sei tu il colpevole e ti daranno l'ergastolo.
Ma magari il tuo DNA la vittima l'ha 'pescato' su un autobus o in un bar.
Oppure l'omicida ce l'ha messo apposta (In America succede anche questo).
Come può fare un imputato innocente a difendersi?
L'unica cosa forse è insinuare tanti ragionevoli dubbi che si sommano fra loro.
Per questo non mi sembra da scartare nemmeno la ricerca di parenti nel ramo Guerinoni, perché bisogna far capire alla giuria che PUO' anche esistere un colpevole alternativo a Bossetti e costui non va cercato sulla luna o su Marte, anzi magari si trova proprio nell'ambiente più vicino a Yara, negli intrecci di conoscenze della famiglia.
O gravita intorno alla palestra.
Esattamente come fa l'accusa, che va dicendo che tanti indizi privi di valore autonomo si rivalutano per via del DNA, così forse vuole fare la difesa: tanti dubbi, che da soli non contano abbastanza, sommati fra loro diventano un unico dubbio - enorme - che Ignoto 1 sia davvero Bossetti.

VANNA,
anch'io condivido molto di quello che dici, pure se lo sai che non sono 'complottista' come te!
Mi piace il modo con cui lo dici perché ti percepisco sincera, interessata alla giustizia.
Ignora le critiche, le persone schiette e appassionate non possono piacere a tutti.
Invece i furbastri che cesellano le parole e danno un colpo al cerchio e uno alla botte vanno sempre alla grande in ogni ambiente. Sono 'popolari'. Ma chissené di essere popolare, meglio essere autentici.

Gilberto ha detto...

Giuliano
Devo contraddirti, quella che hai espresso è una tautologia, cioè una affermazione priva di valore informativo, un ragionamento circolare che non aggiunge nulla in quanto ridondante, indica una ovvietà. Il mio enunciato ipotetico al contrario aggiunge una nota informativa non scontata nella protasi. L’apodosi implica una consequenzialità che comporta una attenta analisi di quanto la premessa può significare e che non è per niente ovvio e scontato.

Ivana ha detto...

Paolo A,
credo che tu conosca bene il mio punto di vista in merito alla questione paternità, per cui ribadisco soltanto quattro punti da me ritenuti significativi anche se so che tu, come Gilberto e mio marito stesso, continuerete a seguire esclusivamente il vostro pensiero che rispetto, ma che non condivido:
1) se, tramite esami privati, la difesa avesse potuto dimostrare che Massimo era figlio biologico del padre legale, avrebbe fornito copia del documento alla stampa e l’avrebbe sbandierato nelle trasmissioni televisive a cui ha partecipato e Bossetti sarebbe già da tempo fuori dal carcere;
2) poiché Massimo Bossetti non è figlio biologico del padre legale, la difesa deve focalizzarsi esclusivamente sulla non affidabilità del profilo genetico di Ignoto 1;
3) al processo non è stato in discussione il rapporto di filiazione tra G. B. Guerinoni e M. G. Bossetti perché tale rapporto di filiazione non era tra ciò che la difesa contestava;
4) una delle ipotesi che la difesa ha preso in considerazione è quella dell’eventuale fratellastro, perché Ezio Denti stesso, intervistato a Quarto Grado il 28 aprile 2017 aveva confermato che “Marzio Capra dice che un’eventuale probabilità potrebbe essere quella dell’esistenza di un fratellastro” e, quindi, ciò che viene messa in discussione è soprattutto la maternità, non la paternità.

Nautilina ha detto...

Biologo,
hai ragione. Senza contare che Massimo Maggioni quella sera si trovava a letto con la febbre, lo sappiamo perché è stato scagionato prprio per questo, quindi evidentemente Bossetti aveva un falso ricordo o ricordava un altro giorno.
Citare una circostanza del genere come sospetta non ha proprio valore.

A proposito del telefono di Bossetti, ma anche di altro, ho appena riletto
l'intervista al consulente tecnico Luigi Nicotera per LQ: risale a febbraio di quest'anno, quindi è abbastanza recente. E dice tutto in poche parole chiare.

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12308349/mago-pc-cellulari-parla-errori-bossetti.html

Poi ci sarebbe da ragionare anche sulla storia del "Tu non hai mai detto cos'hai fatto quella sera", considerato molto importante dalla Corte che insiste su questo particolare in diversi punti delle motivazioni.
Che poi tutti i ricordi di Marita, dopo quattro anni, si sono rivelati tutt'altro che precisi, quindi perché prendere proprio quello per buono?
Poi non capisco, le dichiarazioni dei parenti stretti sono sempre poco attendibili, però diventano certezze granitiche quando dicono cose sfavorevoli all'imputato...

Dudu' ha detto...

Vero,
anche sulla maternità di ignoto1 non esiste nessun documento che certifichi in Ester Arzuffi la madre, perché non é stato fatto?

Paolo A,
In aula fu detto che la comparazione paternità diretta Guerinoni -Bossetti nessuno l'ha fatta.

Previderé solo aveva in mano i boccagli per l'estrazione.
Lui comparò le stringhe . La procura disse che venne fatto un prelievo a tutti i familiari, constatando a detta sua, che nessuno dei figli Bossetti era legittimo: chi fece queste estrazioni? Non il ris ne la scientifica, Previdere?
Lo studio paternità si lega ad ignoto1 e nessun altro.
Previderé utilizzando le stringhe di ignoto1,l'aplogruppo di Guerinoni dovrebbe aver confermato le corrispondenze, se poi avesse avuto la cartella completa delle analisi di Guerinoni a disposizione non saprei rispondere, ma non credo abbia lavorato alla cieca. Quel che volevo dire é che fu Previdere occuparsi della comparazione dna Arzuffi/ignoto1 e Bossetti/ignoto1/Guerinoni ( non estrazioni etc.).

Piccinini si occupò della paternità ignoto1 /G.Guerinoni , con NGS cercò estrarre ulteriori dati da ndna di Bossetti, ma solo alcuni vennero validati.

Nessuno ha fatto paternita Guerinoni/Bossetti.
Si sono limitati confrontare gli alleli e l'amelogenina che io sappia.

Dudu' ha detto...

Specifico:
Previderé dopo avere fatto / svolto estrazione dna da boccaglio di Bossetti( completo) insieme a Grignani si sono limitati confrontare tabelle alleliche ignoto1-Bossetti-Guerinoni.
Dovrebbe essere cosí.

Dudu' ha detto...

É necessario
sfatare che l'ipotesi fratello nasca in seno alla difesa.

La difesa ha sfruttato le parole scritte nella relazione tecnica di 115 pag. a firma Carlo Previderé, il quale scrisse che non c'era corrispondenza mitocondriale tra Bossetti e ignoto1 , rimandando a un possibile fratellastro(di padre ma non di madre).
Capra, e a seguire Denti non si sono inventati un fratellastro! É Previdere che ne indica la possibilità a causa della mancata corrispondenza mitocondriale.

Per quanto concerne sventolare una possibile paternità acclarata dalla difesa é deleterio credere che Salvagni farebbe una cosa simile. L'ha sempre sostenuto: i processi si fànno in un aula di giustizia. É indice di non voler comprendere la linea difensiva.
Atti della accusa quindi , che lasciano aperte le porte ad altri " fratellastri". Non vedo l'ora di leggere questa relazione..

Dudu' ha detto...

Bravissimo PaoloA : "..
Nel caso della paternità di Bossetti questo potrebbe essere figlio di un terzo soggetto, ne Guerinoni ne Giovanni Bossetti, se ciò dovesse essere accertato in giudizio, Massimo Bossetti uscirebbe dal processo alla velocità della luce, ma altri entrerebbero alla stessa velocità in un mare di guai."

Condannabili con pene fino a 12 di detenzione.

Ivana ha detto...

Confermo le parole pronunciate da Ezio Denti nella puntata di Quarto Grado del 28 aprile 2017: " Marzio Capra dice che un'eventuale probabilità potrebbe essere quella dell'esistenza di un fratellastro".
Aggiungo che Sturlese Tosi, come avevo già detto tempo fa, aveva precisato che gli avvocati Camporini e Salvagni non menzionano l'ipotesi di un fratellastro nella richiesta di appello che hanno depositato a novembre e, sempre Sturlese Tosi, sottolinea che a parlare "per la prima volta" di un ipotesi fratellastro è stato Marzio Capra; "siccome il DNA nucleare di Bossetti segue quello di Guerinoni, ma il proprio DNA mitocondriale non segue quello trovato sulla traccia di Ignoto 1, Marzio Capra, così, ipotizza che esista un altro fratello sconosciuto, figlio sempre di Giuseppe Guerinoni e di un'altra donna sconosciuta che abbia lei, sì, quel mitocondriale che compare sugli slip di Yara, ma che non è né quello di Massimo Bossetti , né quello di Ester Arzuffi."

Biologo ha detto...

@Dudu'

-scrive: anche sulla maternità di ignoto1 non esiste nessun documento che certifichi in Ester Arzuffi la madre, perché non é stato fatto?

Perchè in base alle analisi dei periti dell'accusa Ignoto1 può avere un DNA mitocondriale con un profilo uguale a quello della vittima oppure un profilo R0a. Non esistono che queste due possibilità, ed entrambe non comprendono la sig.ra Ester Arzuffi.
E' proprio perchè si sono accorti di questo serio problema che l'accusa ha fatto di tutto per convincere i giudici che il DNA mitocondriale è irrilevante.

Ed è per questo che ora a processo finito stiamo assistendo a tutta questa strana frenesia da parte di quelli che il processo l'hanno vinto, con un perito di parte civile che si spinge ad affermare che fare perizie è inutile, oppure con la P.M. che pare aver suggerito (o vietato?) al prof. Casari di discutere con i giornalisti dei campioni in suo possesso.

Se fate qualche ricerca negli archivi dei quotidiani noterete che il giudice Enrico Fischetti non da proprio l'idea di essere uno sprovveduto che si adagia placidamente nelle tesi più popolari o nelle scelte professionali più comode. Un personaggio del genere, con dei campioni a disposizione, non potrà non domandarsi come è possibile che Ignoto1 e l'imputato presentano profili del DNA mitocondriale totalmente diversi, cioè madri diverse, malgrado l'accusa racconti che si tratta della stessa persona...

Paolo A ha detto...

Ivana

C'è una terza opzione tra le due estreme, che Bossetti sia figlio di un altro uomo, ne Giuseppe Guerinoni ne Giovanni Bossetti.

La questione del fratellastro per me non ha nessun senso, è un messaggio che la difesa e la famiglia sta inviando agli inquirenti, è un "uomo avvisato mezzo salvato".

Se senti l'intervista del cognato, Comi, quando parla di Ignoto1, non menziona mai un fratellastro, ma un cugino; sono piccole cose, ma sono indicative di quello che pensa la famiglia e quindi i difensori, ti ricordo che l'ipotesi fratellastro è stata fatta dalla madre e dalla sorella, mentre il cognato che sicuramente è a contatto con la sorella Marita e quindi con i difensori nomina un ipotetico cugino.


Dudu'

Non esiste nessuna traccia dello studio della paternità di Bossetti direttamente con un campione di G.Guerinoni, Previdere' avevano il compito di testare i peli e capelli trovati su Yara, quando si sono accorti che quasi tutti appartenevano al medesimo soggetto, Previdere' si è fatto inviare un frammento di osso di Yara per effettuare l'estrazione, è da quel momento che si accorge che il DNA inviatogli era di Yara.

Alla paternità ci arriva indirettamente, comparando i risultati delle analisi di Ignoto1 con quelle effettuate da lui sui boccagli dell'alcoltest, la mia ipotesi è che Previdere' in realtà abbia comparato il DNA di Bossetti e non quello di Ignoto1, è per quello che c'è una corrispondenza perfetta.

Se osservi esistono due direttrici nelle indagini, una è quella della paternità condotta da Giardiana a Tor Vergata, l'altra è quella sulla maternità condotta da Previderé, ma in realtà anche Giardiana si era occupato di maternità, pero fallendo, per rendere credibile la cosa dovevano cambiare cavallo ed ecco che hanno fatto entrare in scena Previdere' e la Grignani.

A Previdere' non hanno mai dato un pezzo di osso del Gerinoni per comparare il DNA con quello di Bossetti.

Ivana ha detto...

Paolo A,
ritengo che Giangavino Sulas sia (o sia stato) veramente in contatto con la difesa di Bossetti e, se non vogliamo dubitare della capacità di capire di Sulas e della sua buona fede, si può credere, o no, a quanto da lui affermato in un'intervista televisiva? Ha detto che "non si discute sulla paternità, si discute sulla maternità".
Sulas ha sottolineato di fidarsi "ciecamente" del dott. Marzio Capra che (parole di Sulas stesso)" ha detto in maniera categorica: portatemi un eventuale fratellastro di Massimo Bossetti e io vi so dire dove è stato sbagliato quel DNA sugli slip e sui leggins di Yara, perché si tratta di un DNA pieno di anomalie che potrebbe portare esattamente da un'altra parte. Anche lui (cioè il dott. Capra) conferma che Bossetti e Ignoto 1 potrebbero essere solo dei fratellastri e che solo trovando un eventuale fratellastro di Bossetti si potrebbe finalmente stabilire la verità".

Concordo con Biologo riguardo al giudice della Corte d'Appello e anche a me sembra che possieda una personalità decisa e determinata a far prevalere la ricerca della verità.

Dudu' ha detto...

Paolo A,
Ci stiamo fraintendendo? Hai scritto :
" Non esiste nessuna traccia dello studio della paternità di Bossetti direttamente con un campione di G.Guerinoni, "

Riporto dalla mia risposta a te:
" Nessuno ha fatto paternita Guerinoni/Bossetti.
Si sono limitati confrontare gli alleli e l'amelogenina che io sappia.
23 maggio 2017 18:54:00 CEST Elimina
Blogger Dudu' ha detto...
Specifico:
Previderé dopo avere fatto / svolto estrazione dna da boccaglio di Bossetti( completo) insieme a Grignani si sono limitati confrontare tabelle alleliche ignoto1-Bossetti-Guerinoni. "

L"ho pure specificato, nessuno ha fatto il test di paternita Bossetti-Guerinoni.

Come non é stato fatto il test di maternità. ( grazie Biologo, la mia voleva essere una domanda provocatoria ma hai fatto bene rispondere.
Ha, complimenti anche per aver postato l'articolo sentenza Casarotti, me ne avevano parlato e mi ero promessa dedicarmici in biblioteca,dove avrei potuto sfogliare i giornali del tempo.come immaginavo era reato .
Grazie infinite,eccellente lavoro. :)

Dudu' ha detto...

Non ho messo in discussione le affermazioni di Denti!
Ho scritto ben altro. E ciò é possibile rileggerlo senza riportarlo di nuovo.

Anonimo ha detto...

Biologo
scrivi: "Perchè in base alle analisi dei periti dell'accusa Ignoto1 può avere un DNA mitocondriale con un profilo uguale a quello della vittima oppure un profilo R0a. Non esistono che queste due possibilità, ed entrambe non comprendono la sig.ra Ester Arzuffi."

Ma è la percentuale del 50% di DNA nucleare di Ignoto1 a condurre alla Arzuffi, perchè identico, o no?.
A che servirebbe, quindi, l'assenza o meno del mitocontriale, che in genetica forense non è tenuto in nessuna considerazione per l'identificazione di un individuo?
Le cose vanno dette per INTERO, non solo quella parte che avallerebbe la tesi che sosteete.
Giuliano

gugly ha detto...

Comunque a proposito della maternità, non solo gli inquirenti hanno reperito il certificato anagrafico di MGB, ma lo stesso è stato esibito in almeno un programma televisivo, così rispondo anche al caro Gilberto che non trova di meglio in mancanza di argomenti che abbassarsi all'insulto personale: esiste un certificato anagrafico dove si dichiara l'esistenza in vita del sig. Bossetti nato a, caratteristiche fisiche ecc.ecc., figlio di.....eccolo il pezzo di carta tanto cercato da Gilberto! Nonostante ciò la difesa non ha contestato gli inquirenti per i quali quel pezzo di carta contiene un errore sulla paternità!

P.s. insulti a parte, perchè non c'è ancora risposta alla mia domanda? Qual è la motivazione giuridica contenuta in sentenza che rigetta la richiesta di perizia che sarà presumibilmente oggetto della discussione in appello?

Vanna ha detto...

Qui non si è MAI INSULTATO ALCUNO, si è educatamente risposto, quando le scatole erano stracolme e dopo spiegazioni innumerevoli, con educate locuzioni tipo: "si rimanda al mittente".

Pertanto l'insulto diviene AUTOINSULTO da parte di chi lo esprime.

PUNTO.




gugly ha detto...

A parte le difese d'ufficio, risposte alla mia domanda?
Qual è la motivazione GIURIDICA del rigetto? Nella sentenza di primo grado la Corte ha respinto la richiesta di perizia perchè...?

Discutiamo su questo, abbiamo letto tutti la sentenza quindi non è difficile da trovare il punto specifico.

Anonimo ha detto...

Gugly
Non attendere risposte. NON NE HANNO!!!!!!!

gugly ha detto...

Non capisco perchè, è un discorso tecnico su un documento che si è già commentato, vedi sopra.

Maria ha detto...

Ivana,
quando Sulas ha parlato per la prima volta di fratellastri, precisando che ne sono stati trovati due, a diretta domanda del conduttore "Li hai trovati tu?", lui risponde "Non io".
Salvagni era in studio e non ha fatto una piega. Il conduttore era sconvolto, il generale Garofano ha strabuzzato gli occhi, ma Salvagni era tranquillissimo.
Quindi ovvio che Sulas sia in contatto con la difesa e sicuramente non è stato lui ad andare per valli a cercare fratellastri.

Maria ha detto...

Io di genetica ci capisco poco, faccio altro nella vita e se ho qualche nozione risale ad esami che ho sostenuto dieci anni fa.
Detto questo, se il dna trovato su Yara è stato confrontato con quello dei figli di Guerinoni e di Fabio Bossetti, dando match negativo, ovvio nel secondo caso perché il padre non corrisponde, mi chiedo come sia possibile un errore che porti ad un altro fratellastro.
Spiego meglio: se questo dna è "monco" e si sta mettendo in dubbio la madre, come è stato possibile verificare con certezza ed escludere che appartenga a qualche parente diretto di Guerinoni? Invalidare il raffronto con il dna di Bossetti, non invaliderebbe anche gli altri test? Se e dico se il dna di ignoto uno oresenta della anomalie?
That's it.

Ivana ha detto...

Riguardo alla questione della richiesta di perizia (che ho chiamato “super-perizia”) mi sono già espressa nel mio messaggio del 23 maggio 2017 13:50:00

Quanto alla richiesta di esame di tutti i reperti da parte dei propri consulenti, durante il processo, era stata avanzata per la prima volta dalla difesa, se ricordo bene, nell ’udienza dell’11/12/2015 e non era stata accolta perché considerata , in quella sede, non attinente ai temi della tempistica e delle modalità di esecuzione delle analisi genetiche sui campioni da cui campioni da cui era stato estrapolato il profilo di Ignoto1 sui quali la difesa si era riservata il controesame dei consulenti dell’accusa. Venne riproposta nell’udienza del 4/03/2016 e la Corte aveva temporeggiato riservandosi e fu riproposta ancora all’udienza del 15/04/2016 insieme con la richiesta di perizia e la corte l’ha considerata intempestiva essendo già stato svolto, il giorno 4 e il giorno 11 febbraio 201,6 l’esame e il controesame dei consulenti della difesa; quindi non è stata concessa poiché l’ispezione dei reperti, secondo la Corte, doveva essere propedeutica , quindi, deduco io, secondo la Corte l’ispezione dei reperti era diventata inutile ai fini processuali, per i consulenti della difesa, dal momento che il loro esame e controesame era già stato svolto.

Maria, neanch’io sono esperta in ambito genetico, ma ti illustro comunque le mie personali conclusioni (quindi soggettive!) raggiunte finora:
il problema nasce da quel dna minoritario non appartenente né a Bossetti né a Yara.
Per Previderè e per Giardina quel dna minoritario, estrapolato dal col. Lago, è solo una sequenza parziale il cui tracciato elettroforetico, che Previderè ha analizzato, era tutt’altro che univocamente interpretabile.
Per i consulenti della difesa, INVECE, quel dna minoritario, essendo stato analizzato dal colonnello Lago, è un dna da tenere in seria considerazione e che, di fatto, esclude Bossetti. Quindi, l’ipotesi del fratellastro potrebbe concretizzarsi se, a mio avviso, fosse trovato effettivamente un fratellastro il cui dna mitocondriale corrispondesse a quel dna mitocondriale minoritario; penso che, giustamente, la difesa non abbia inserito nella richiesta di appello l’ipotesi del fratellastro aspettando che le indagini investigative di Ezio Denti portino effettivamente a un eventuale fratellastro, o a una potenziale madre di un fratellastro con il dna mitocondriale corrispondente a quel dna mitocondriale minoritario.
Come sottolineo si tratta di mie personali conclusioni che attendono ancora che venga fatta chiarezza dai vari esperti di tutte le parti processuali e, soprattutto, (io lo spero!) da parte del perito super partes.

Ivana ha detto...

E.C.
Leggasi:

non attinente ai temi della tempistica e delle modalità di esecuzione delle analisi genetiche sui campioni da cui era stato estrapolato il profilo di Ignoto1

Dudu' ha detto...

Non capisco il senso del disquisire, Sulas é un giornalista,brillante per davvero, di cronaca nera, da che é nata la rivista per cui lavora,che io ricordi, ha sempre teso ricercare la verità dei fatti con un suo stile.

Maria,
Non é per nulla chiaro il tuo commento, in ogni caso spero di azzeccarci: ignoto1 non é in certezza figlio di Guerinoni.
Partire da qui é d'obbligo .
Il calcolo probabilistico biostatico nasce da una traccia mista a piú contributori e alleli avanzati. Di chi sono gli alleli avanzati, a chi appartengono?come sono stati " scelti" ? In teoria appartengono a una valle chiusa, nella pratica il calcolo biostatico venne fatto con parametri europei. Perché non hanno usato(per esempio) i 18.000 dna raccolti che potevano rapresentare il territorio. Avrebbero dato probabilità molto differenti. Come nel caso dei bimbi scelti a Parma per misurare le sferule a Brembate. Ha senso secondo te...

Dudu' ha detto...

Maria,
".. Se e dico se il dna di ignoto uno oresenta della anomalie?
That's it.'

Le anomalie ci sono, certificate dai genetisti dell'accusa.

Altra cosa é l'interpretazione che ognuno ha teso dare e a favore di chi.

gugly ha detto...

@Ivana

hai riportato il passo della sentenza, ma hai capito adesso perchè le richieste difensive sono state rigettate?

1) la difesa ha chiesto di rifare TUTTE le mappature sui reperti in pratica chiedendo di riportare le lancette dell'orologio al 2011 e questo non è possibile perchè significa allungare il processo in modo incredibile, altra cosa è eccepire le procedure di raccolta;

2) la difesa non avrebbe fatto la richiesta di perizia nei tempi previsti, l'argomento è stato sviluppato con la deposizione dei consulenti, quindi andava chiesto in quel momento, un po' come la rinuncia al controesame dei consulenti del RIS.

Maria ha detto...

Non é per nulla chiaro il tuo commento, in ogni caso spero di azzeccarci: ignoto1 non é in certezza figlio di Guerinoni.
Partire da qui é d'obbligo .

E allora vedete che non ci ho capito un fico secco?!
Avevo inteso che la paternità non fosse messa in discussione, infatti stanno cercando un figlio di Guerinoni con madre diversa da Ester.

Oggi leggo i vecchi interventi di biologo e vediamo se ne vengo a capo.

Grazie per la pazienza

Ivana ha detto...

Gugly,
ho riportato, in base a come ricordavo, quanto scritto nelle motivazioni e ho spiegato perché non condivido il rifiuto della Corte, che, come ripeto, non ha tenuto in considerazione il fatto che i consulenti della difesa non hanno partecipato ad alcuna delle numerosissime analisi effettuate.
La Corte si è trincerata solo dietro gli interessi dell'economia processuale, privilegiando l'aspetto formale senza considerare che, così, veniva leso un diritto dell'imputato per cui avrebbe dovuto concedere almeno quella che io chiamo "super-perizia".
Insomma, a mio avviso, la Corte ha anteposto, considerandolo l'unico degno della massima attenzione, il rispetto della formalità a un importante diritto dell'imputato che, nei fatti, è stato leso.

Dudu' ha detto...

Gugly,
Scrivi:
"..esiste un certificato anagrafico dove si dichiara l'esistenza in vita del sig. Bossetti nato a, caratteristiche fisiche ecc.ecc., figlio di.....eccolo il pezzo di carta tanto cercato da Gilberto! Nonostante ciò la difesa non ha contestato gli inquirenti per i quali quel pezzo di carta contiene un errore sulla paternità! "

Non sò nulla di questo documento, puoi spiegare meglio l'origine, chi l'ha prodotto e cosa c'é riportato nello specifico ? É un certificato di nascita rilasciato da chi..(se riesci magari indica il link ). Grazie,gentilissima.

gugly ha detto...

Il certificato viene spesso esibito nella trasmissione Iceberg che va in onda il giovedì sera sull'emittente locale Telelombardia, che ospita Sulas più o meno tutte le settimane; qualche puntata fa è stato mostrato alle telecamere il certificato di nascita se non sbaglio di Bossetti, quello dove sono indicati data e luogo di nascita, colore degli occhi, genitori.

Un normalissimo certificato che ti danno quando vai a denunciare una nascita all'anagrafe.

@Ivana
i consulenti non hanno partecipato a operazioni effettuate oltre tre anni prima, però potevano fare istanza di controllare le procedure, invece manco quello, almeno in subordine alla richiesta principale.

Gilberto ha detto...

Sì, Gugly hai ragione
Fino a prova contraria (che non esiste perché servirebbe una analisi genetica che disconferma la paternità con relativo documento di analisi) quel certificato ci dice proprio che Massimo Bossetti è figlio di Giovanni Bossetti. Altro che normalissimo certificato, quella è la prova (salvo test genetico contrario che non esiste agli atti) che l'imputato è figlio del padre legale (se gli atti formali hanno ancora valore...). Però questo vale tanto per la difesa quanto per l'accusa.

Ivana ha detto...

Gugly,
la difesa, comunque, aveva avanzato richiesta, prima dell'inizio dell'istruttoria, di aver accesso a tutti i dati grezzi e tale richiesta era stata accolta ...

Ivana ha detto...

Ribadisco quanto avevo già scritto:

In base all’articolo 243 bis del codice civile sono legittimati a proporre l'azione per il disconoscimento della paternità solo il padre, la madre e il figlio.
Chi di loro chiede il disconoscimento è ammesso a provare che non sussiste rapporto di filiazione tra il figlio e il presunto padre.
Ritengo che a nessuno della famiglia Bossetti interessi chiedere il disconoscimento e neanche interessa ai fini processuali alcun disconoscimento della paternità.

Gilberto ha detto...

Mi sembra inoltre (ma chiedo lumi a chi è esperto in materia giuridica) che ci sia una omissione da parte del tribunale, infatti la Corte Costituzionale con la sentenza n. 266/2006, ha definitivamente escluso la necessità della prova pregiudiziale dell’adulterio e invece la risolutività della prova scientifica come unico mezzo idoneo ad accertare sull’esistenza del rapporto di filiazione. Idem la Corte di Cassazione riconosce rilievo preminente alla prova ematologica, in ragione del notevole grado di affidabilità, da utilizzarsi anche nei giudizi di disconoscimento, affermando che non solo il giudice di merito deve disporre gli accertamenti genetici, anche in mancanza di prova dell’adulterio, ma che deve, altresì, trarre elementi di prova ex art. 116 c.p.c., dall’eventuale rifiuto di sottoporsi al prelievo (Cass. civ. Sez. I, 22.2.2007, n. 4175, in Pluris).

Se ho citato correttamente credo il Tribunale avrebbe dovuto (come obbligo) disporre gli accertamenti genetici.

TommyS. ha detto...

Ultimamente intervengo poco e me ne scuso con coloro che hanno in passato apprezzato i miei commenti, ma personalmente ho poco da aggiungere alle discussioni che continuano ad attorcigliarsi su se stesse.

Ho notato però che è ricomparsa Gugly con le sue querule ed sterili litanie e voglio risponderle.

Ha difatti scritto (subito spalleggiata dall'anonimo di turno):

Qual è la motivazione GIURIDICA del rigetto? Nella sentenza di primo grado la Corte ha respinto la richiesta di perizia perchè...?

La motivazione del rigetto della perizia non è giuridica in quanto la difesa, e questo continuiamo a ripeterlo da tempo, ne ha fatto richiesta nei tempi e nei modi previsti dal codice (al massimo è il rigetto della richiesta di accesso ai reperti che il giudice ha cercato di motivare con contorti ragionamenti giuridici, a mio parere del tutto personali).

Nell'indisponibilità (perlomeno mia) dell'ordinanza di rigetto, posso rifarmi unicamente alle motivazioni della sentenza dove a pag.86 è scritto:

"Le considerazioni che precedono sulla mancanza di capacità identificativa, anche a fini di mera esclusione, del DNA mitocondriale estrapolato da tracce miste spiegano, peraltro, perché la Corte abbia ritenuto infondata la richiesta di perizia avanzata dalla difesa e volta verificare [....]"

E quanto scritto non è una motivazione giuridica bensì una personale valutazione del Giudice che si è erto a peritus peritorum su una materia che dimostra di non padroneggiare se non proprio di conoscere in alcun modo (in pratica ha ripetuto quanto gli hanno detto esclusivamente i consulenti della pubblica accusa, che è bene ribadirlo sono di parte).

Il potere di esclusione dell'aplotipo mitocondriale, così come anche dell'aplotipo Y nel caso dei maschi, è massimo e pari al 100%.

E nulla vale il discorso delle tracce miste le quali sono sì di difficile interpretazione se non si conosce almeno uno dei contribuenti (perlomeno con le tecniche di sequenziamento tradizionali, cosa invece differente con la NGS), ma che nel caso del mtDNA estratto dai nove campioni di traccia 31 era invece immediata e facile dal momento che era sempre preponderante il contributo, noto come aplotipo, della vittima.

Resta perciò il fatto indiscutibile che nella somma dei nucleotidi dei due aplotipi tipizzati da Lago mancano almeno tre (quattro se si considera anche una possibile leggera eteroplasmia data da 309.2C#) nucleotidi che sono contenuti nell'aplotipo di MGB e che portano automaticamente ad escludere che in quella traccia vi fosse il contributo dell'imputato.

continua

Gilberto ha detto...

Ivana non menare il can per l'aia. E' l'accusa che dice che Massimo non è figlio di Giovanni e il Tribunale in base alla sentenza (Corte Costituzionale e Corte di cassazione) è tenuto a verificare.

TommyS. ha detto...

continua

Quanto al fatto che il mtDNA non abbia capacità identificativa è nuovamente non corretto.

E' vero che da solo è utile esclusivamente a determinare la discendenza matrilineare, ma, alla stessa stregua dell'aplotipo Y per i soli maschi, può essere utilizzato, è lo è già stato in alcuni processi (non in Italia), come marcatore aggiuntivo andando a moltiplicarsi con la sua frequenza (determinabile con il "Count Method") alle frequenze genotipiche dei marcatori STR che si è riusciti a profilare partendo da una traccia degradata.

Supponendo per assurdo che la traccia 31 fosse altamente degradata (come avrebbe dovuto essere stando ai presunti tempi di permanenza nel campo di Chignolo contenuti nelle motivazioni) e che il RIS fosse riuscito a determinare solamente i genotipi di pochi marcatori STR (sicuramente non uno fortemente suscettibile di degradazione come SE33), per aumentare la capacità identificativa del profilo ottenuto avrebbero potuto moltiplicare la relativa match probability per la frequenza dell'aplotipo mitocondriale di Ignoto1 (non si è ancora capito quale sia in realtà). E puoi stare sicura che i valenti genetisti del RIS, della Scientifica nonché gli altri conulenti del PM l'avrebbero fatto.

Gilberto ha detto...

Osservo inoltre che la frase

"ma che deve, altresì, trarre elementi di prova ex art. 116 c.p.c., dall’eventuale rifiuto di sottoporsi al prelievo (Cass. civ. Sez. I, 22.2.2007, n. 4175, in Pluris)."

si presta ad interpretare la mancata presentazione da parte dell'accusa del documento genetico di paternità (peraltro indicato dal Gip come necessario) come prova che l'esito di tale analisi non è quello del disconoscimento e che dunque a tutti gli effetti (formali e sostanziali) Massimo Bossetti rimane figlio del padre legale. Sempre che gli atti formali abbiano ancora un significato...

Ivana ha detto...

Gilberto, che cosa c'entra "il can per l'aia"?
Perché il Tribunale doveva verificare un dato che NESSUNO contestava?

Gilberto ha detto...

Ma di quale dato parli Ivana? Non hai capito che non c'è nessun dato, solo parole. Per un disconoscimento di paternità occorre una prova formale che l'accusa non ha presentato e da lì l'elemento di prova è proprio che il dato (come lo chiami) NON ESISTE. Gli aspetti formali nel diritto sono sostanziali o no?

Ivana ha detto...

Parlo del dato (acquisito dagli inquirenti) inerente al rapporto di filiazione tra G. B. Guerinoni e M. G. Bossetti; tale rapporto di filiazione non è stato contestato da nessuno, neanche dalla difesa, per cui ripeto: che cosa doveva verificare il Tribunale?
Alla difesa interessava e interessa dimostrare la non affidabilità del profilo genetico di Ignoto1; non le interessa mettere in discussione di chi sia figlio il proprio assistito, perché è ininfluente, per giungere alla verità processuale, di chi sia figlio Bossetti come ho ribadito non solo io, ma tanti altri tra cui biologo stesso e, già da molto prima, dall'avvocato Bonomo.

Sandro ha detto...

Gugly,
Scrivi: "esiste un certificato anagrafico dove si dichiara l'esistenza in vita del sig. Bossetti nato a, caratteristiche fisiche ecc.ecc., figlio di.....eccolo il pezzo di carta tanto cercato da Gilberto! Nonostante ciò la difesa non ha contestato gli inquirenti per i quali quel pezzo di carta contiene un errore sulla paternità!" [cit.]

Poveretta!
Un'altra figura di palta stratosferica, come quando citava a casaccio la Sentenza (in risposta a biologo), confondendo vittima ed aggressore!

Sei una comica. Patetica, ma comica!

Quel certificato è il classico pezzo di carta che riporta quanto assunto nei database dell'anagrafe.
Contioene i dati che vengono dichiarati dagli interessati (genitori, etc).
Non contine e non si basa, ovviamente, su alcuna prova del dna di alcuno.

Certo che per una "grande e fighissima" avvocatessa che si occupa di divorzi e cause civili...
vabbè, dai. che vuoi che sia?!
Alle figure di merda ci hai abittuato da tempo.
Non possimao far altro che continuare gioiosamente e ridere a crepapelle alle tue spalle per le tua puerili asilate che dimostrano solo il rancore acido di chi le scriv(probabilmente dovuto all'insoddisfazione di non essere riuscita a diventare quello che sogni. Ma... tranquilla; i fallimenti aiutano a crescere), e provare infinita tristezza per le mani in cui vanno a finire i tuoi clienti.
vabbeh, dai: l'importanti è che sgancino i soldi, giusto?

Sandro

Biologo ha detto...

@Giuliano

-scrive: la percentuale del 50% di DNA nucleare di Ignoto1 a condurre alla Arzuffi, perchè identico, o no?

Questo è uno degli argomenti con i più grandi fraintendimenti sul DNA nucleare.
Il 50% del DNA nucleare di un figlio deriva sì dalla madre, ma dal 50% del suo profilo, cioè per ciascun locus si può risalire soltanto ad uno dei due alleli originariamente presenti nel profilo della madre.

Ad esempio su D21S11 l'origine dell'allele 29 di Ignoto1 è stata attribuita alla madre, quindi vuol dire che tutte le donne con i seguenti profili su D21S11 sono compatibili:

https://riflessionigenetiche.files.wordpress.com/2017/05/d21s11-profili-materni-compatibili.gif

e se si va a vedere quali sono le frequenze di questi alleli nelle donne del Nord Italia si scopre che l'allele 29 è presente nel DNA di 1 donna su 4:

https://riflessionigenetiche.files.wordpress.com/2017/05/d21s11-freq-nord-italia.gif

Quindi quando si considera il profilo di Ignoto1, sempre ammesso che sia corretto, al massimo si può risalire al 50% di quello che poteva essere il profilo della madre, non si può trarre alcuna informazione completa in tal senso. Il 50% delle informazioni sugli alleli di ciascun genitore non viene passato al figlio perchè nel momento in cui vengono generate la cellula uovo e lo spermatozoo queste cellule sono aploidi.

Gilberto ha detto...

No, Sandro non sono d'accordo. Quel certificato fa testo fino a quando non risulta un certificato di disconoscimento, è una prova a favore che l'accusa non ha contestato con un atto formale (un documento). Qui do senz'altro ragione a Gugly

Ivana, una prova di paternità fatta su nanogrammi di materiale genetico rimasto per mesi in un campo, contestato, monco, con kit scaduti? Tu faresti così una prova genetica sui tuoi figli? Non in un laboratorio con tutte le procedure di norma? Faccio davvero fatica a capire la tua logica. E' l'accusa a dire che Massimo non è figlio di Giovanni ed è l'accusa a provvedere a presentare la prova. Non so qui ci sono tanti avvocati che conoscono i formalismi giuridici e questo mi sembra un fatto formale del tutto ovvio e decisivo. Se l'accusa non presenta l'atto formale le conclusioni sono ovvie...

Ivana ha detto...

Gilberto,
se alla difesa NON interessa prendere in considerazione di chi sia figlio il proprio assistito e soprattutto se non mette in discussione il rapporto di filiazione tra G. B. Guerinoni e M. G. Bossetti non presentando contestazione formale specifica in merito, perché insistiamo su un argomento ininfluente ai fini processuali?
Importa solo dimostrare che il nDNA di Ignoto 1 NON è affidabile.
Di chi sia figlio Massimo Bossetti non ha alcuna importanza a livello processuale, proprio come aveva spiegato molto bene l'avvocato Bonomo.

antrag ha detto...

Ivana!
Non ci sei ancora.
Eppure ...

Biologo ha detto...

@Giuliano

-scrive: A che servirebbe, quindi, l'assenza o meno del mitocontriale, che in genetica forense non è tenuto in nessuna considerazione per l'identificazione di un individuo?

FALSO. FALSO. FALSO.

Questa è una delle palesi falsità che sono propinate in continuazione dai sostenitori dell'accusa.

Il DNA mitocondriale viene correntemente utilizzato, anzi è sempre più utilizzato, per determinare i casi di esclusione. Il fatto che non indichi un individuo preciso ma solo la sua linea matrilineare consente un'esclusione basata sul fatto che una persona non può avere un DNA mitocondriale diverso da quello che gli è stato trasmesso con la cellula uovo al momento della fecondazione.

In uno studio del 2011 su 194 casi di assoluzione di un individuo precedentemente condannato il profilo del DNA mitocondriale è stato utilizzato nel 10% dei casi, nel 2,5% dei casi è stato addirittura l'unico esame:

https://riflessionigenetiche.files.wordpress.com/2017/05/dna-exonerations-1989-2011.gif

E bisogna tener presente che lo studio prende in considerazione casi a partire dal 1989 e in quei primi anni il DNA mitocondriale non veniva ancora utilizzato con la frequenza di oggi.

Nelle linee guida dello SWGDAM sul DNA mitocondriale adottate dall'FBI e nei sistemi giuridici di tutto il mondo riguardo al modo di procedere nelle identificazioni utilizzando il profilo del DNA mitocondriale è riportato esattamente:

Exclusion - If there are two or more nucleotide differences between the questioned and known samples, the samples can be excluded as originating from the same person or maternal lineage.

che tradotto vuol dire:

Esclusione - Se vi sono due o più nucleotidi di differenza tra i campioni oggetto di investigazione e quelli noti, si può escludere che i campioni derivano dallo stesso individuo o dalla stessa linea materna.

Quanti sono i nucleotidi di differenza nel profilo di Massimo Bossetti rispetto al profilo mitocondriale riscontrato sulla traccia 31-G20?

https://riflessionigenetiche.files.wordpress.com/2017/03/adnkronos-dna-mitocondriale.jpg

In HV1 sono 4 e in HV2 sono 7, in totale 11.
E se si escludono le varianti relative alla lunghezza come suggerito dallo SWGDAM in base a Stewart et al. 2001, cioè se si escludono i punti che terminano per ".nC", le differenze sono sempre 4 in HV1 e 4 in HV2, ovvero 8 in totale. OTTO!
Addirittura ogni regione anche presa singolarmente è di per sé sufficiente ad escludere Massimo Bossetti.

Quindi Giuliano, quando scrivi che "le cose vanno dette per INTERO, non solo quella parte che avallerebbe la tesi che sostenete", stai rivolgendo questo rimprovero alle persone sbagliate...

Ivana ha detto...

Antrag e Gilberto,
credete veramente che Massimo Bossetti sarebbe ancora in carcere se fosse figlio biologico del padre legale?!

Comunque, non mi interessa continuare a discutere di un argomento che reputo (e non solo io!) ininfluente ai fini processuali.

Vanna ha detto...

E si ricomincia la quadriglia proprio DOPO spiegazioni scientifiche e sostenute dalle fonti documentarie!
e perché la difesa non ha chiesto...presentato...
e perché non si spiega per intero...
ma crediamo proprio che B. sarebbe dentro se...
si cambia mano ma non senso.
Il senso che invece si svela con chiarezza è rimescolare le carte per continuare a dire che la difesa non è stata adeguata.
Ovviamente, o sono troll, o non capiscono, o non vogliono capire.


gugly ha detto...

povero Sandrino, sta messo proprio male, adesso lo contraddice pure Gilberto!

peraltro il livore è abbastanza riconoscibile! giornate storte? Ultimamente non butta molto bene vero ?

Va beh, gli epiteti qualificano il soggetto che non ha nemmeno il coraggio di metterci il suo vero nome e la rabbia è riconoscibilissima... come è comodo insultare dietro un nick, chissà se ci sarebbe il coraggio di dire le stesse cose in faccia ;-)

sui blog e sui social è tutto più facile...

gugly ha detto...

A parte gli insulti alla mia modesta persona (mi onori di una attenzione che non merito, credimi), caro Sandrino, quale sarebbe il tuo contributo alla discussione? Intervieni solo per parlare di me o si può avere il tuo illuminato parere anche su altro?

PINO ha detto...

IVANA
Ct.: "credete veramente che Massimo Bossetti sarebbe ancora in carcere se fosse figlio biologico del padre legale?!

No, Ivana, non lo credo!
Un qualunque figlio di G. Bossetti avrebbe avuto un dna differente da quello attribuito ad "Ignoto1", per cui l'incriminazione di MGB non sussisterebbe, nel modo più assoluto.

Anonimo ha detto...

Ivana!
Una sentenza si emette e una condanna si esegue in nome del popolo italiano e non perché la difesa non ha contestato.
Sono queste le angustie dalle quali ci si dovrebbe liberare.
La dinamica processuale può avere le sue ragioni strategiche e di parte ma la sentenza e la condanna no.

antrag ha detto...

l'anonimo sono io, antrag

Ivana ha detto...

Un qualunque figlio di G. Bossetti avrebbe avuto un dna differente da quello attribuito ad "Ignoto1", per cui l'incriminazione di MGB non sussisterebbe, nel modo più assoluto.

Grazie, Pino! Sono pienamente d’accordo con te!

Paolo A ha detto...

Occorre distinguere il disconoscimento di paternità che riguarda aspetti civilistici, da quello che è il caso particolare di Massimo Bossetti, infatti sono due cose differenti, sono due procedimenti con finalità differenti.

Nel caso in questione il punto è un altro, il GIP nell'ordinanza di custodia cautelare ha richiesto un accertamento di paternità che è stato completamente disatteso da parte della Procura.

Perché quindi non è stato fatto questo accertamento diretto tra Giovanni Bossetti e Massimo Bossetti, se la Procura era certa della paternità di Massimo Bossetti sarebbe stato molto utile effettuare questo accertamento, in modo da spazzare il campo da eventuali contestazioni, per me il non averlo fatto è indizio di qualche cosa di non chiaro, forse perché effettuando questi accertamenti occorreva mettere a disposizione delle parti tutta la documentazione relativa a quest'aspetto.

Vorrei ricordare che tra le due ipotesi che Massimo Bossetti sia figlio di Giovanni o del Guerinoni, ve ne potrebbe essere una terza che è quella di un padre diverso dai due e per me a questo punto sarebbe anche la più logica, almeno nell'ottica del comportamento seguito dalla Procura, non si sono fatti accertamenti genetici con la partecipazione delle parti perché si sarebbe così scoperto che Massimo Bossetti non è figlio del Guerinoni e quindi non è Ignoto1.

Però vi è un altro aspetto che non è così chiaro, anzi molto nebuloso, ed è la maternità di Ignoto1, la difesa nella persona di Salvagni ha sollevato questo dubbio e se lo ha fatto non l'ha fatto a caso: "E' mai stato fatto un test di maternità di Ignoto1 nei confronti di Ester Arzuffi?"

Questa della maternità di Ignoto1 non riguarda la parte del DNA mitocondriale, ma la parte nucleare, anche perché il mitocondriale di Bossetti non c'è proprio nella traccia, cosa abbia in mano la difesa per ora è un mistero, ma non credo che certe parole siano pronunciate per un "pour parler".







Vanna ha detto...

E voi credete che quel dna fresco fresco appartenga veramente a MGB?

E voi credete che le procedure effettuate su quei resti siano state corrette?

E voi credete che realmente possa essere l'assassino, senza altre prove?

Se lo credete, credete agli asini che volano,
a quello che ci propinano ogni momento,
a quelli che rifiutano il contraddittorio.

Gilberto ha detto...

Scusa Paolo A
Non capisco. Se Massimo non è figlio di Guerinoni, per quale arcano motivo dovrebbe essere figlio di un altro padre? Ah! Già, perché l'ha detto la dottoressa Gino (anche se non si sa bene a quale padre si riferisse). Sembra come la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Prima si parlava di un figlio illegittimo di Guerinoni (uno solo), e poi sono diventati un esercito per via dell'inseminazione, uno di loro potrebbe perfino essere un nostro compianerottolaio. Anche i padri stanno incrementando e presto salterà fuori un alieno. La verità? Presto ci diranno che anche il re è un clone? No, un esercito di mutanti tutti in braghe di tela... Se Massimo Bossetti non è figlio di Guerinoni (e non lo è ) è figlio di Giovanni (e lo è) tertium non datur...

Gilberto ha detto...

Si direbbe che l’argomento paternità nel caso Bossetti sia un argomento tabù. Un tabù rappresenta più ancora di una proibizione, è un confine invisibile e invalicabile, oltre il quale non si deve andare, è un luogo interdetto allo sguardo e alla mente… è una zona della coscienza che non può essere riguardata senza provare ripugnanza o pericolo, vietata in quanto rompe gli schemi e precipita nell’incertezza ontologica. La sensazione è che la paternità del muratore sia argomento che genera imbarazzo, fastidio, discrasia… si sente che è come un filo che precipita in un pozzo nero e non sai bene cosa si possa attaccare là sotto. Il disagio ha le sue giustificazioni canoniche in forma razionalizzata: questione di nessuna importanza, ininfluente per il processo, inutile divagazione, non fa parte della strategia difensiva, è argomento decettivo e di nessun rilievo… insomma una banale questione di lana caprina… Però è l’eminenza grigia, qualcosa che per quanto si voglia rimuovere è davvero la chiave di tutto…

Bruno ha detto...

Pochi minuti fa pubblicato da Tiscali: " Colpo di scena nel caso che vede Massimo Bossetti unico accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Sulla felpa dell’adolescente potrebbero esserci infatti le prove che il corpo non è rimasto per tre mesi nel campo di Chignolo. Le accuse contro il muratore potrebbero dunque cadere, lasciando gli inquirenti senza una pista alternativa. Ad anticipare quanto potrebbe accadere già nei prossimi giorni il settimanale Oggi, nel numero in edicola da giovedì. La tesi si basa sulla relazione medico-legale – di ben 470 pagine - sulla quale l’anatomopatologa Cristina Cattaneo lavorò dal 28 febbraio all’11 agosto 2011 prima di consegnarla alla Procura".

Paolo A ha detto...

Gilberto

Ripeto, secondo me Massimo Bossetti non è figlio di Giuseppe Guerinoni e questo per conto mio basta e avanza, però sul fatto che Massimo Bossetti sia figlio del padre legale è un'altra cosa.

Io stesso ho sostenuto che molto probabilmente è figlio del padre legale, specialmente alla luce del comportamento della Procura circa il rifiuto di nuove analisi, ma come ben puoi ben capire, una cosa del genere aprirebbe una serie di interrogativi sul comportamento della difesa o quantomeno di Sara Gino che avrebbe falsato le analisi effettuate in privato dalla famiglia Bossetti.

Secondo me occorre sapere se la difesa al momento dell'analisi privata, aveva un campione biologico di Massimo Bossetti, preso in carcere, oppure aveva delle tabelle delle analisi trasmessi dalla Procura e comunque la Gino avrebbe dovuto fare le analisi anche alla sorella gemella, queste analisi di controllo sono state fatte si o no, io credo di si, perché se non sono state fatte allora ci dobbiamo chiedere a che gioco ha giocato la Gino.

Se tu Gilberto hai la possibilità o qualcun altro che frequenta queste pagine, può contattare la difesa o qualcuno dei familiari e chiedere come sono state fatte le analisi private, se sono state fatte con campioni biologici di Massimo Bossetti prelevati in carcere oppure no e se sono state fatte analisi incrociate con la sorella Letizia, solo così ci possiamo fare un'idea più precisa di cosa è successo.

Comunque, nuovo articolo di Oggi:http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/bossetti-nuovi-sospetti-felpa-yara-gambirasio-potrebbe-148452.htm





Anonimo ha detto...

Anticipazioni stampa da "OGGI":

QUESTO IL LINK:

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/bossetti-nuovi-sospetti-felpa-yara-gambirasio-potrebbe-148452.htm

Alex

Gilberto ha detto...

Infatti la felpa non ha segni di lesioni da agenti esterni e i tagli sono privi di sangue senza corrispondenza con le zone ricoperte di sostanza ematica degli altri indumenti... Potrebbe anche significare che Yara non è morta all'esterno ma in un ambiente riscaldato (entro il perimetro del centro sportivo?)

Bruno ha detto...

Se si scoprisse che qualcuno ha baratto bisognerebbe dargli la stessa pena inflitta a Bossetti. L'ergastolo.

Dudu' ha detto...

Che qualcuno abbia barato Bruno credo sia fuori discussione. Se Yara fosse stata in quel campo gli elicotteri l'avrebbero vista, inutile richiamino le condizioni in cui era tre mesi dopo.
Prima era incredibilmente mummificata a zone, poi tornava comodo la corificazione a zone, era molto piú credibile in fondo ... In ogni caso l'una o l'altra tra neve sole pioggia nebbia non potevano avvenire, anche un bambino arriva capirlo se ci ragiona. Come arriva capire che se la traccia Brena era fresca...,peccato non sappiamo per quanti marcatori l'hanno identificata.
Non é possibile si spendano milioni in impianti di videosorveglianza comunali e ogni volta che c'é un delitto non funzionino, non é possibile. Come non é possibile che una famiglia si trinceri dietro il silenzio con il dubbio si ergastoli un possibile innocente. Hanno chiesto la verità per anni,ora si accomodano in un risultato accomodante per tutti! Dov'era il signor Francese alle 18.42? Al distributore cavolo! Perché non é stata vista la ragazzina per strada? Perché qualcuno di sua conoscenza gli ha offerto un passaggio? O perché dalla palestra non é uscita viva? Tironi l'ha vista! Altri hanno sentito/ visto un litigio! Non avranno mica avuto tutti le visioni no!
Due su due ! E negli stessi minuti il padre andava e veniva dalla palestra! Yara ha accettato il passaggio fino a casa da qualcuno che poi se n'é aproffittato o é successo un incidente in palestra. L'unica alternativa possibile é che quel molestatore in compagnia di altro connazionale l'abbiano presa appena fuori dalla palestra.
Ma quando mai uno va rimorchiare una ragazzina con un camioncino aperto !! E la ragazzina sale....Manco i sassi ci credono...

Dudu' ha detto...

Ma chi andrebbe prendere una ragazzina a due km da casa davanti una palestra in cui c'é un andirivieni di gente a 100 m da una edicola che ti conosce?
Non esiste proprio! Io persona fra virgolette normale se ho voglia di fare una .azzata la faccio all'estero..la faccio fuori dall'ambiente che mi conoscono...tutti i cosidetti normali agirebberò cosí,se un marito é frustrato va nei viali appositi e si sfoga, non và prendere una ragazzina sotto casa da che mondo é mondo,piú provabile ammazzi la moglie ma non và caricare una ragazzina. Cosa che non fanno, non ci ragionano, i ragazzini e tanto meno gli exstracomunitari! E diciamolo una buona volta! La cronaca é piena di questi fatti!

Vanna ha detto...

Dudù, buongiorno,
è straordinario il tuo riepilogo delle puntate precedenti!

PINO ha detto...

Cara DUDU'
Hai rimarcato fatti sulla cui maggior parte saremmo quasi tutti d'accordo: l'impossibilità di ricostruire una ragionevole dinamica che si adattasse alla sparizione di Yara.
Un fulcro che, così come stanno le cose, resta una mera astrazione, che si allontana a velocità astronomica, nel caso si volesse seguire le conclusioni alle quali è giunto l'apparato accusatorio e sentenziante.
Noi non le condividiamo, ma non possiamo fare altro.

Anonimo ha detto...

Dudu
non aspettarti risposte sensate e concrete perchè non le avrai e per molti è più comodo ripararsi al calduccio di un dna/scienza incerto che però inizialmente ha dato l'illusione di poter mettere un punto (come no, e infatti passano gli anni e ancora se ne discute) e chiudere la vicenda senza troppe domande. Cosi si ha questo risultato finale di un uomo che di sera scorrazza col furgone sporco e rumoroso per urlare qualcosa dal finestrino ad una 13enne che rimane certamente incantata da quella visione come tutte le 13enni, e che pur trovandosi ad un passo dalla palestra e due da casa, pur avendo un cellulare, non può rifiutare l'invito di quel rassicurante sconosciuto. Hai ragione, manco i sassi...
K

Paolo A ha detto...

Dudù

E' molto interessante quello che scrivi, in quanto la vicenda del presunto passaggio la vedi dal punto di vista femminile.

Forse la risposta di come Yara sia stata rapita è contenuta in un passaggio di questo verbale: http://imgur.com/a/QmZA9

Ritorna la donna di circa 45 anni.

Dudu' ha detto...

K(eba?)
Ragazzi, mi é salito di botto lo sfogo, c'e l'avevo li li sopito...é una allucinazione mentale la ricostruzione odierna.
Non c'é nulla che collochi Bossetti con la vittima, anche fosse passato da li in quei minuti cosa prova? Nulla! Sono passati in 118.000 da li! Piú della metà erano muratori o persone che lavorano nell'edilizia o sono entrati in qualche cantiere! Tutti 118.000 avevano fibre addosso o in auto compatibili con le fibre sulla vittima, tutti 118.000 avevano addosso qualche particella di calcio e dna di altri! Tutti i 118.000 hanno agganciato le celle di riferimento! Di 118.000 nessuno ha visto Bossetti!
Vanno rifatte tutte le analisi, e devono saltare fuori i video comunali! O trovare le ragioni del perché non ci sono, sono stati manomessi gli inmpianti di videosorveglianza? Il dna é trasferibile,già una impronta si é visto negli anni può portare ad errori.... Un scienziato che si ritenga tale non può non contemplare questa ipotesi, e Portera non la contempla! Faccia il suo lavoro invece di andare nei media dire é tutto perfetto ,se la mettano loro una mano sulla coscienza!

Bruno ha detto...

Se così fosse, escluderei la pista del pedofilo. La scena con due uomini su di un furgoncino, ed una donna in zona, ritengo sia stato un sequestro di persona, purtroppo poi andato male.

Bruno ha detto...

Si Dudu' è proprio come scrivi, di sicuro migliaia di persone avevano le stesse particelle nei loro abiti, uguali a quelle che poteva avere Bossetti. Hai fatto una buona osservazione anche sui video. Chi aveva la responsabilità di curare le video sorveglianze del comune. E' possibile che qualcuno pagato per tenerle efficienti se ne lavi le mani? (???) oppure i video era meglio non uscissero per poter prendere meglio nelle maglie della rete il povero piccolo pesce Bossetti. La corte dovrebbe appurare in ogni caso anche queste lacune. Nel caso Bossetti troppa gente si è lavata le mani, per questo sono riamasti troppi misteri.

antrag ha detto...

Possiamo non condividere le conclusioni alle quali è giunto l'apparato accusatorio e sentenziante e non perché non combacino con le nostre ma perché i metodi utilizzati dagli apparati sono errati, superficiali ... a dir poco.

Dudu' ha detto...

Dire che si sono lavati le mani non é corretto, tanti hanno lavorato sul caso. É come si é lavorato che lascia interdetti. La guerra la si vince o la si perde a seconda di chi la orchestra. Vi devo lasciare.
Paolo A,
Tanti piccoli indizi portano altrove... Quello che la storia racconta é che qualcuno per tre mesi disse la porteremo a casa viva, non oso pensare che una che ha lavorato in fianco a La Barbera per anni non ha saputo fare un profiling,non si sia chiesto perché non funzionarono le telecamere o perché tutti i cani indicarono un luogo. Tutti.

Dudu' ha detto...

Ops.. "Che uno".. Scusate:)

Biologo ha detto...

DNA Mitocondriale

Sulla questione del DNA mitocondriale segnalo la pubblicazione di un articolo con una risposta con maggiori dettagli rispetto a quelli già anticipati ieri in un commento:

https://riflessionigenetiche.wordpress.com/2017/05/25/caso-gambirasio-lassenza-del-dna-mitocondriale-di-bossetti-parte-2/

Anonimo ha detto...

Il "Fatto" Quotidiano
28/09/16
Caso Gambirasio
Il movente sessuale”
“Non è possibile individuare un movente certo” aveva detto il pm di Bergamo Letizia Ruggero, chiedendo l’ergastolo per Bossetti, ma per i giudici l’omicidio è “maturato in un contesto di avances a sfondo sessuale, verosimilmente respinte dalla ragazza, in grado di scatenare nell’imputato una reazione di violenza e sadismo di cui non aveva mai dato prova ad allora”. Erano stati i legali di parte civile, chiedendo un risarcimento di 3 milioni e 200 mila euro, a introdurre nella istruttoria dibattimentale il “movente sessuale”. “Le lettere che Bossetti ha inviato a una detenuta sono indicative dei suoi gusti sessuali, in linea con le ricerche trovate nel computer della famiglia: in entrambi si parla di dettagli intimi simili. Bossetti è un mentitore seriale, la cui memoria va e viene a seconda della sua convenienza” aveva detto il legale. “Yara aveva il reggiseno slacciato e gli slip tagliati e sul computer dell’imputato sono state rintracciate tracce di ricerche a carattere pedopornografico – si legge ancora nelle motivazioni – tra cui alcune sicuramente riconducibili a lui“. “Il fatto che sul cadavere, il cui stato di conservazione era oltretutto gravemente compromesso, non siano state rinvenute tracce di violenza consumata, del resto, non vale a escludere il movente sessuale in senso lato, testimoniato dagli interventi sul reggiseno e sugli slip e dalla ripetuta applicazione di un tagliente in diversi distretti corporei in modo da fare sanguinare la vittima mantenendola viva”.

“Affidabile la prova del Dna”
Per i giudici “assolutamente affidabile” il profilo genetico nucleare di Ignoto 1, che le indagini hanno stabilito essere Massimo Bossetti, in quanto “caratterizzato per un elevato numero di marcatori Str e verificato mediante una pluralità di analisi eseguite nel rispetto dei parametri elaborati dalla comunità scientifica internazionale”. Vale la pena ricordare che sugli indumenti di Yara sono stati eseguiti 294 prelievi di cui 52 sulle mutandine e su sedici è stato “rinvenuto il profilo” di Ignoto 1, associato a Bossetti. Delle 12 campionature sui leggins della ragazzina e due hanno “restituito il profilo di Ignoto1”. “È la presenza del profilo genetico dell’imputato – scrive la Corte presieduta da Antonella Bertoja – a provare la sua colpevolezza: tale dato, privo di qualsiasi ambiguità e insuscettibile di lettura alternativa, non è smentito né posto in dubbio da acquisizioni probatorie di segno opposto ed anzi è indirettamente confermato da elementi ulteriori, di valore meramente indiziante, compatibili con tale dato e tra loro”.


I tabulati telefoni e le particelle di calce
“Il rinvenimento del profilo genetico di Bossetti e la sua collocazione provano che egli è l’autore dell’omicidio; dai tabulati telefonici si ricava che la sera del fatto” – il 26 novembre 2010 – “non era altrove; dalle intercettazioni di conversazioni tra presenti che egli quella sera rientrò a casa più tardi del solito e che neppure nell’immediato, non solo a quattro anni di distanza, disse alla moglie cosa avesse fatto e dove fosse stato”. Non solo, scrivono i giudici: “La sua attività professionale spiega l’inusuale concentrazione sul cadavere di particelle di calce e di sferette di metallo (presenti sul corpo della vittima, ndr) frutto di lavorazioni a caldo o localmente a caldo, di cui solo indumenti e mezzi di lavoratori del settore siderurgico e del settore edilizio possono essere contaminati. La certezza dell’indizio non va confusa con la certezza del fatto da provare, giacché ciò che caratterizza l’indizio è proprio l’ambiguità”.

di Giovanna Trinchella | 28 settembre 2016

Biologo ha detto...

@Anonimo

-scrive: Il "Fatto" Quotidiano 28/09/16

Se proprio intendevi indurci a riflettere con il copiaincolla integrale di un articolo vecchio di 8 mesi che è a sua volta il copiaincolla parziale delle motivazioni della sentenza i cui contenuti nel frattempo sono stati discussi in migliaia di commenti su questo sito, forse avresti almeno potuto aggiungere qualche tuo nuovo spunto interessante sui fatti...

Vanna ha detto...

Brava Dudù, condivido.
Biologo, volevo rispondere in modo un po' pepato a quell'articolo del 28 settembre 2016, sono contenta che lo abbia fatto tu, mi sono risparmiato di sentire il reflusso esofageo.
Ecco cosa postano: argomenti già trattati invece di esprimere qualcosa di personale...

Paolo A ha detto...

Dudu'

A me gli indizi portano al tipo di via Sala e alla sua compagna, se credi che Yara sia morta in palestra uccisa dalla Brena, secondo me, ti sbagli di grosso, come il DNA di Ignoto1 è un falso, anche quella della Brena è un falso.

Dudu' ha detto...

Anonimo,
"La certezza dell’indizio non va confusa con la certezza del fatto da provare, giacché ciò che caratterizza l’indizio è proprio l’ambiguità”."

Mai sentito che un indizio é una certezza. E tu ?

Leggi la frase completa e poi prova spiegarla.

Grazie Biologo, lo leggerò volentieri .

Dudu' ha detto...

Paolo A,
Non ho mai pensato (o meglio non sono mai arrivata pensare) a un omicidio volontario, ma a un incidente casomai, tipo una lite con un spintone di troppo con la ragazzina che rotolò giú per le scale battendo la testa perse i sensi e poi qualcuno avrebbe "aiutato".

Ma rimangono le testimonianze in via Rampinelli dare adito ad altri scenari. Quello che penso io senza credere possa essere verità, é molto simile all'ipotesi di Prati, ti consiglio di leggere gli articoli dei primi mesi del 2011 qui nel blog. É una ricostruzione verosimile ma a onor di vero ne avrei una personale,e non é detto non incroci quella di Prati ma non ho sufficienti elementi per esporla. Diciamo che un cellulare che agganciò la rete di Brembate domiciliato in
Frosinone mi ha sempre stuzzicato la fantasia.

Sandro ha detto...

se si esclude un "in palestra", tenendo presente che non ci sono testimoni (nè immagini di Y) di un rapimento vero e proprio nonostante le vie fossero trafficate, le piste dovrebbero portare a qualcuno/a di ben conosciuto ed insospettabile per Y di cui si sarebbe fidata ad accettare un passaggio.

L'accanita PM ci aveva provato a portare a testimoniare la "signora della pipì" per spiegare detta discrepanza per il MGB, ma quella testimonianza si rivelò un colossale buco nell'acqua (eppure si insistette anche in quel caso a chiedere l'ergastolo. tanto gli anni dietro le sbarre son altri che li devono scontare).

Sandro

Vanna ha detto...

Per Dudù l’ omicidio non è volontario.
Antrag esamina: “Possiamo non condividere le conclusioni alle quali è giunto l'apparato accusatorio e sentenziante e non perché non combacino con le nostre ma perché i metodi utilizzati dagli apparati sono errati, superficiali ... a dir poco.”
Le loro riflessioni stuzzicano le mie che esporrò di nuovo.
" Se l’omicidio sia stato o meno volontario bisognerebbe percorrere altre piste per escluderlo o accoglierlo.
Se la morte è avvenuta perché qualcosa è sfuggito di mano...non lo credo, mi sembra ovvio che non si prende una ragazzina senza immaginare che può andare qualcosa storto, lo escludo poiché tutta la vicenda, dall’inizio alla fine, compreso "il rapimento" che potrebbe essere uno pseudo rapimento ( lei poteva ben conoscere chi l'ha presa,non certo MGB) sembra che faccia parte di un progetto arrivato pienamente in porto:
lei è sparita,
è stata fatta ritrovare in quella data, in quel modo…
e con la presenza di un "guardone" a controllare.
Il corpo era in uno stato tale che è impossibile capire come, dove, quanto e quando sia stato tenuto,
però aveva tracce vive, esaurite e messe in un lì e e in un là... da far scorrere fiumi di parole, già detto.
L'apparato investigativo- “ accusatorio e sentenziante” come scrive antrag, dall'inizio alla fine è stato inadeguato non per imperizia tout-court, non credo proprio all’imperizia, ma perché era in difficoltà: è probabile che il fare, il girare, il cercare a vuoto… tanto… e in tutti i sensi, con spreco di denaro e di energie, rientrasse nel progetto a monte.
Era necessario allontanare altre piste e concentrarsi su... l’unica comprensibile per tutti: pedofilia e sesso.
Le altre piste erano-sono, ben conosciute, e costituiscono l’humus ormai di tutto il territorio italiano permeato di interessi e privilegi che non possono più essere scalfiti tanto sono radicati anche nel sistema informativo.
Difatti la vicenda era monitorata dai Media e andava verso “ va’ dove ti porta l’ interesse, mica il cuore”.
Era necessario soffermarsi sulla configurazione del potenziale assassino e quindi bisognava costruire il personaggio: operaio- muratore autonomo e non un operaio prezzolato o straniero che andava-veniva e poteva costituire un problema sia nel campo lavorativo ( in nero? ) ma anche nel campo sociale.
Siamo circondati dagli extra a basso costo: meglio tenerseli cari.
Tutto è stato rovesciato su quelle famiglie pur di mantenere interessi di caste e di economie.
C’è dietro un mondo oscuro, che lo crediate o meno non fa niente, ma SOLO così si spiega l’inspiegabile.
I privilegi si difendono con le unghie, con di denti, con casseforti zeppe di tutto.
Viva l’Italia!

PINO ha detto...

VANNA
Il 25 u.s., alle ore 9,58, cosi scrivevo in un mio post:
"Un fulcro che, così come stanno le cose, resta una mera astrazione, che si allontana a velocità astronomica, nel caso si volesse seguire le conclusioni alle quali è giunto l'apparato accusatorio e sentenziante.
Noi non le condividiamo, ma non possiamo fare altro.

Non le condividiamo per i contrastanti punti di vista che abbiamo, lungamente e ripetutamente evidenziati su questo spazio.
Quello che hai scritto, allarga l'orizzonte delle molteplici possibilità alternative che il caso stesso suggerisce, ivi inclusi interessi di "casta" e di opportunismo, cementati in una sorta di fortilizio in "apparenza" inespugnabile.
Si spera solo che la logica e la coscienza dei futuri preposti a rappresentare la Giustizia, quella con la iniziale maiuscola, imbocchi il sentiero che conduce alla verità
Ciao.

Biologo ha detto...

Nuova tabella

In questo video al minuto 1:35 circa:

https://www.dailymotion.com/video/x5n7wld_la-traccia-5d_creation

sono mostrati dei profili del DNA nucleare. Ho estratto e assemblato i frame per ricostruire la tabella:

http://picpaste.com/tabella-padre-figli-con-marcatori.jpg

Qualcuno saprebbe dire a chi si riferisce?

Anonimo ha detto...

Questo articolo racconta della solita favola imbastita da una famiglia di cialtroni bugiardi e dal solito avvocatuccio :
http://www.bergamonews.it/2017/05/26/la-mamma-di-bossetti-confermo-nessuna-scappatella-massi-concepito-dal-ginecologo/255414/
Della perizia sulla felpa non capisco cosa c'è di vero e quindi è un altra vaccata.

Biologo ha detto...

Guarda caso appena si pubblica qualcosa che ha a che vedere con i dati concreti spunta qualche "Anonimo" a tirare in ballo fatti o già discussi o irrilevanti.

Il perchè la paternità del Guerinoni è irrilevante è stato spiegato più e più volte. Ciò che conta è l'attribuzione della traccia a Massimo Bossetti o meno. E c'è un dato scientifico che dimostra senza dubbio alcuno che la traccia non gli appartiene: il DNA mitocondriale.

https://riflessionigenetiche.wordpress.com/2017/05/25/caso-gambirasio-lassenza-del-dna-mitocondriale-di-bossetti-parte-2/

Al contrario di quanto l'accusa è riuscita a far credere alla Corte del primo grado il DNA mitocondriale viene normalmente utilizzato nei casi di esclusione, esistono procedure scientifiche ben precise riconosciute in campo internazionale per stabilire l'esclusione o meno di un sospettato, e in base a queste procedure Massimo Bossetti non può che essere escluso.

Dudu' ha detto...

Biologo,
Il video é incentrato focalizzarsi sulla traccia 5 d, reperto 5 sul guanto, pollice sx.
Che dati riesci ricavarne con le tue competenze?

Vanna ha detto...

povere vacche, ricche di doni: carne, latte, formaggi, pellame e... sterco utile per concimare i campi, eppure l'anonimo sporca anche le vacche utilizzandole come etimologia di un nuovo termine dispregiativo: "vaccata".
Anonimo ti hanno mai detto che il tuo dire emana sterco?

Ivana ha detto...

E voi credete che quel dna fresco fresco appartenga veramente a MGB?
Ho sempre avuto dubbi e, infatti, sono sempre stata d’accordo con Luca Cheli sulla necessità di un test di metilazione …

E voi credete che le procedure effettuate su quei resti siano state corrette?
Rimando alla mia precedente risposta

E voi credete che realmente possa essere l'assassino, senza altre prove?
L’ho già detto più di una volta: ritengo che la prova del DNA, da sola, non dovrebbe, comunque, essere sufficiente per una condanna; dubito fortemente che Massimo Bossetti possa essere colpevole e, di certo, pur sulla base delle mie scarsissime conoscenze riguardo agli atti processuali, speravo nell’assoluzione.

Biologo hai scritto: Il perchè la paternità del Guerinoni è irrilevante è stato spiegato più e più volte. Ciò che conta è l'attribuzione della traccia a Massimo Bossetti o meno.

Qui sono pienamente d’accordo con te e l’avevo ribadito con altre parole (sperando che l’ affidabilità o non affidabilità di quel determinato risultato venga chiarita tramite perizia super partes)


E c'è un dato scientifico che dimostra senza dubbio alcuno che la traccia non gli appartiene: il DNA mitocondriale.

In un messaggio precedente avevo detto che per la difesa quel DNA minoritario, di fatto, esclude Bossetti e il discorso in termini generali è, a mio avviso, più che corretto e condiviso; penso però che il problema stia nel dover considerare, a sé, ogni singolo caso particolare e nel caso particolare di Yara Gambirasio, come ha sottolineato il generale Garofano che ha detto di averne anche parlato insieme con il professor Budowle, il fatto che quel DNA mitocondriale minoritario non abbia una corrispondenza potrebbe dipendere da tantissime cause che nulla avrebbero a che vedere con la non affidabilità del profilo genetico di Ignoto1, corrispondente a Bossetti. Ecco perché ritengo sempre più indispensabile venga concessa una perizia super partes, tanto più che, come ribadisco, la Corte può non avere dubbi, ma dovrebbe considerare come prioritario non ledere il diritto dell’imputato a partecipare ad almeno qualche analisi fra le tante che erano state ritenute tutte valide, dalla Corte di primo grado, per condannarlo.

Riguardo alla tabella (parziale) da te ricostruita non so a chi faccia effettivamente riferimento; potrebbe trattarsi di un confronto fra il DNA nucleare di G. B. Guerinoni (padre) e i figli Ignoto1 e Pierpaolo Guerinoni??? Lo chiedo soltanto perché nelle motivazioni risulta scritto che il profilo di Pierpaolo si distingueva da quello di Ignoto 1 per il solo marcatore TH01 e MI SEMBRA che nella tabella da te ricostruita, tra figlio 1 e figlio 2 ci sia proprio differenza per tale marcatore.
Temo che senza poter leggere tutti gli atti del processo sia impresa impossibile (almeno per me!) riuscire a fare chiarezza tra le varie interpretazioni fornite dai genetisti di parte. Urge almeno una perizia super partes ...

Paolo A ha detto...

Ivana

E' probabile che si tratti dei due figli legittimi di Giuseppe Guerinoni, nella tabella vi è un altro marcatore diverso, il D3S1358, si tratta di una tabella parziale con 14 marcatori, ne mancano 7.

Ivana ha detto...

Paolo A,
sul fatto che si tratti di una tabella parziale sono d'accordo e, infatti, anch'io l'avevo detto nel mio precedente messaggio.
Ora ti espongo il mio pensiero che, non essendo io esperta in genetica, potrebbe essere fallace e ringrazio a priori chi vorrà fornire una spiegazione meno banale o correggere il mio probabile errore. (Biologo? DanF? TommyS? ...)
Non avevo preso in considerazione il marcatore D3S1358 perché mi sembra che il padre presenti 15-18, il figlio 1 presenti 15-16 e il figlio 2 presenti 16-18. Il figlio 1 presenterebbe, come il padre, il 15 e il figlio 2 presenterebbe, come il padre, il 18.
Entrambi i figli, però, comparati fra loro, mi sembra che presentino il 16.
Invece nel TH01 il figlio 1 e il figlio 2, comparati tra loro, mi sembrerebbero completamente differenti.
Inoltre penso che, per i genetisti dell'accusa, fosse importante comparare soprattutto Ignoto1 sia con chi veniva ritenuto il padre sia con chi veniva ritenuto un possibile individuo che potesse dare un nome e un cognome a Ignoto1, cioè un possibile individuo che identificasse Ignoto1.

Biologo ha detto...

@Ivana

-scrive: il fatto che quel DNA mitocondriale minoritario non abbia una corrispondenza potrebbe dipendere da tantissime cause che nulla avrebbero a che vedere con la non affidabilità del profilo genetico di Ignoto1

No. Non funziona così.
Non si può dire che quando un risultato analitico non conferma l'esito sperato ciò potrebbe dipendere da tantissime cause. O si indica una spiegazione con prove alla mano oppure è solo un modo per screditare un risultato agli atti di cui non si è contenti.
Se utilizzasse la stessa logica scorretta la difesa potrebbe dire: il fatto che quel DNA nucleare abbia una corrispondenza con Massimo Bossetti potrebbe dipendere da tantissime cause che nulla hanno a che vedere con l'esclusione certa dovuta al DNA mitocondriale.

Con i giochi di parole si può arrivare dove si vuole, i dati dicono altro:

https://riflessionigenetiche.wordpress.com/2017/05/25/caso-gambirasio-lassenza-del-dna-mitocondriale-di-bossetti-parte-2/

ESCLUSIONE CERTA. E' ora di smetterla di lasciarsi appioppare vaghe insinuazioni che nulla tolgono al dato accertato...

Biologo ha detto...

@Ivana

-scrive: potrebbe trattarsi di un confronto fra il DNA nucleare di G. B. Guerinoni (padre) e i figli Ignoto1 e Pierpaolo Guerinoni?

Non si tratta neanche di Guerinoni padre.

Guerinoni su D19S433 ha un 14, la tabella presenta 13 e 15, su D2S1338 ha un 17, il profilo della tabella 16 e 22, ecc..

Dudu' ha detto...

Biologo
la prima colonna di sx può essere "reperto 5"?
nella seconda figlio 1 il piú grande (P.G?) e terza colonna dx il piú piccolo ( Diego.G?),
di tre figli(una femmina).

Bossetti e ignoto 1 , sbaglio o in tabella per THO1 hanno 6-9?

Biologo ha detto...

@Dudu'

-scrive: Il video é incentrato focalizzarsi sulla traccia 5 d, reperto 5 sul guanto, pollice sx.

Proprio perchè il video parla del guanto chiedevo a chi può riferirsi la tabella. Perchè se l'uomo del profilo sul guanto è rimasto ignoto, la tabella non può fare riferimento a lui perchè ovviamente di una persona ignota di certo non puoi conoscere i figli per ottenerne il profilo.

Quindi per ora sappiamo che non si tratta di una tabella relativa all'uomo del guanto né relativa al Guerinoni. E non può trattarsi neanche di Massimo Bossetti dato che il muratore su D3S1358 presenta 17-17 mentre la tabella mostra 15-18.

Paolo A ha detto...

Ivana

Da quello che si sa Ignoto1 e Pierpaolo Guerinoni avrebbero ben 20 marcatori in comune con Pierpaolo Guerinoni, credo che si tratti dei soli marcatori di parte paterna, quindi i due avrebbero gli stessi marcatori paterni differenziandosi per uno soltanto, nella tabella che contiene 14 alleli, i marcatori sono differenti per due alleli, quindi la tabella non dovrebbe riportare la comparazione di Ignoto1 con Pierpaolo Guerinoni.

Biologo ha detto...

@Dudu'

-scrive: la prima colonna di sx può essere "reperto 5"?

Questo è il frame del video che mostra la porzione più ampia della parte superiore della tabella:

http://picpaste.com/tabella-padre-figli-frame-sup.jpg

L'intestazione della colonna dei marcatori è vuota, la prima colonna presenta la parte inferiore di 5 caratteri della scritta "padre", le altre due chiaramente Figlio 1 e Figlio 2.

Biologo ha detto...

Quindi riepilogando. C'è questa tabella che indica i profili di un padre e due figli:

http://picpaste.com/tabella-padre-figli-con-marcatori.jpg

Sicuramente non fa riferimento a:

- Giuseppe Guerinoni e figli
- Massimo Bossetti e figli
- Uomo ignoto del guanto e figli

Per ora non abbiamo trovato la soluzione.

Ivana ha detto...

Biologo,
io avevo soltanto sintetizzato il punto di vista della difesa e quello dell’accusa e continuo a sperare che venga concessa la super-perizia …
Riguardo alla tabella non avevo effettuato alcun confronto con altre tabelle (mi ero limitata a osservare attentamente quella sola tabella parziale da te ricostruita) ed ero consapevole che il mio pensiero potesse essere fallace.
Penso anch'io che la tabella non possa far riferimento a UOMO2 ed eventuali figli, perché mi sembra che nelle motivazioni il profilo genetico maschile sulla punta del pollice del guanto sinistro di Yara e il profilo genetico femminile sulla punta del medio del guanto sinistro fossero denominati UOMO2 e DONNA1 e che fossero stati confrontati dapprima con i profili genetici dei familiari di Yara e poi con i profili di tutti i campioni salivari raccolti dalla Polizia di Stato e anche con tutti i campioni esaminati dal RIS di Parma senza che si ottenesse alcun riscontro.(Andrò a controllare nelle motivazioni)

Biologo ha detto...

Alla tabella ho aggiunto il profilo della madre con i soli marcatori sicuramente attribuibili:

http://picpaste.com/tabella-padre-figli-con-madre.jpg

Si può escludere che si tratti della sig.ra Ester Arzuffi che su D21S11 presenta 29 mentre il profilo della tabella ha 28 e 30.

Ivana ha detto...

Ho controllato e nella nota 64 a pagina 54 delle motivazioni si precisa che due tra i prelievi effettuati sui guanti consentivano l’estrapolazione dei profili denominati UOMO1 e DONNA 1. Il profilo denominato UOMO 2 era stato estrapolato dalla salvietta sporca di sangue, trovata a oltre 100 metri dal cadavere. Tutti e tre i DNA: UOMO1, UOMO2 e DONNA1 erano stati confrontati nel modo in cui avevo già detto.

Paolo A ha detto...

Biologo

E se quella tabella fosse riferita effettivamente a Giuseppe Guerinoni e ai figli?

Non ci hai pensato. E' l'unico che ha due figli maschi, il nipote Damiano ha una sorella e non ha fratelli.

Nautilina ha detto...

Se non l'avete già vista, vorrei segnalarvi l'intervista di Sturlese Tosi per QG al prof. Bruce Budowle.
Lasciate perdere quella in videoclip che è tagliata, guardate il video della puntata intera. Dopo che parla la cognata di Bossetti, dalle ore 2: 35 in poi, arriva finalmente la domanda sul mitocondriale.
Segue una risposta concisa ma molto molto interessante. Peccato il contorno.

http://www.video.mediaset.it/video/quarto_grado/full/puntata-del-26-maggio_725377.html

Per ora no comment, sono rimasta scioccata da alcune allucinanti esternazioni, le devo ancora digerire.

Fantastica invece la signora Nadia... hai ragione, Vanna: Bossetti alle spalle ha una famiglia di tutto rispetto che farebbe invidia a parecchie persone.
Anche se l'Italia è il paese in cui più si parla d'amore per la famiglia e di bontà, sono ben pochi i parenti acquisiti - e perfino i consanguinei - che si sostengono e vanno d'accordo come i Bossetti-Comi. Gente semplice che non ha studiato ma sa esprimersi in modo corretto e dignitoso, senza strafalcioni e senza eccessi plateali.
Per questo forse alcuni poveri frustrati si accaniscono contro di loro.

Con queste testimonianze di stima e affetto, diventa ancora più difficile giustificare le fantasie di chi vorrebbe attribuire a Bossetti un'infanzia problematica e un comportamento borderline da adulto.

Vanna ha detto...

Ciao Nautilina, sono stata 10 minuti e non sono riuscita a vedere nulla, solo pubblicità. Per favore, puoi riassumere quello che si è detto?
Non riesco mai a vedere Quarto Grado perché finisce tardi e la pubblicità mi sfianca, quando ci provo mi addormento dopo cinque minuti. grazie.
Riguardo le famiglie in questione, non sono solo frustrati, sono invidiosi, cattivi, privi di carità, ma così va purtroppo nell'umano vivere, pare che abbiano successo e protezione solo i cattivi, pare che il destino dei buoni sia quello di soccombere...pare...ma non può essere così altrimenti non avrebbe senso la vita. C'è qualcosa oltre nel quale la memoria è scritta e pesata secondo i principi della Carità e quello poi si dovrà tenere conto.
Ciao.
Se MGB regge ancora è perché la famiglia lo sostiene.

Vanna ha detto...

Sorry!
Vado di fretta e non mi spiego: quando parlo dei "frustrati" ovviamente mi riferisco a chi accusa le famiglie "in questione" che sono Arzuffi-Bossetti-Comi.
Comunque in quel territorio molti sanno che Bossetti non c'entra nulla.

Nautilina ha detto...

Vanna,
per aprire i video ti devi registrare sul sito Mediaset on demand. Se non lo fai, ti appioppano spot pubblicitari e non ti fanno vedere mai niente.
Se accetti di registrarti, ti divertirai. All'ora 2:35 e oltre.

Comunque, in sintesi, il genetista Budowle ha risposto che il DNA da solo non condanna e non assolve, va visto nell'insieme del quadro probatorio.
E per quanto riguarda il mitocondriale che non fa match, secondo lui, nel suo laboratorio, penserebbe a un errore, a campioni contaminati oppure...a un parente prossimo , il che aprirebbe nuove interessanti piste investigative...

Peccato che Picozzi l'abbia quasi contraddetto, aggiungendo che il caso di Bossetti è particolare, perché il mitocondriale potrebbe essere sparito per degradazione...
Borbottio di Sulas e fine dell'intervista.

Portera ha quasi irritato Nuzzi insistendo che la perizia secondo lui non si deve concedere perché sarebbe un regalo alla difesa e in tribunale i regali non si fanno (sic).

Abate...be', è stato francamente imbarazzante. Ha dovuto ribadire che il DNA sulla manica della giacca è normale, quello sugli slip invece no. Bossetti poteva salvarsi solo se avesse dichiarato di aver dato un passaggio a Yara oppure...se fosse entrato in palestra, avesse appeso la giacca e poi la bambina avesse appeso le mutandine sullo stesso appendino dopo di lui. Ha detto proprio così. Al che Nuzzi gli ha fatto notare che per fortuna ci sono spogliatoi separati.

Ma dico io, hanno la grande fortuna di poter parlare con un genetista di fama mondiale e si perdono in questo genere di commenti?
Poi il professore fa quella dichiarazione sul mitocondriale e nessuno vuole più approfondire?
Roba da matti. Sono rimasta molto delusa. Mancavano interlocutori super partes, per la difesa non c'era nessuno. A parte il bravo Giangavino Sulas che comunque non è un genetista e come sempre ha fatto più di quello che poteva.

vanna ha detto...

Nautilina grazie!
Se neanche l'esimio americano è riuscito a far capire,allora stanno messi proprio male.
Che il mitodondriale possa sparire per contaminazione...? Picozzi interviene davanti a un genetista statunitense, ma non fa un altro mestiere?
Senza pudore: zitto doveva stare e ascoltare, informarsi e solo dopo replicare.
Il Portera ( genetista) poi che parla di "regali " alla difesa da non fare si mette nei panni di un pubblico ministero...pure lui doveva tacere e ascoltare.
Ma questi sono esperti tuttologi pur di mantenere le loro poltroncine.
Esistono prove dirette e prove indirette, se questi comportamenti non sono prove indirette di mancanza di umiltà forse lo sono di cocciutaggine insulsa e carità assente, dentro potrebbe stare un innocente.

Biologo ha detto...

@Paolo A

-scrive: E se quella tabella fosse riferita effettivamente a Giuseppe Guerinoni e ai figli?

No. Nei commenti precedenti abbiamo scritto che gli alleli non corrispondono col profilo del Guerinoni.

Ivana ha detto...

Portera ha parlato dei “profili al limite”, profili che vengono a volte “forzati dall’operatore” e ha affermato che, in tal caso, ci può essere effettivamente “l’errore di una falsa interpretazione”, sottolineando, però, (naturalmente dal suo punto di vista!) che il profilo di Ignoto1 è, invece, chiaro e che non si tratta di profilo al limite.
Sulla questione della perizia, si è limitato a dire che è la Corte che decide di concedere la perizia nel momento in cui dovesse avere un dubbio; ha detto che in primo grado i giudici hanno stabilito che non vi erano dubbi e che, quindi, la perizia è stata ritenuta non necessaria. Insomma, a quanto parrebbe, secondo lui, la Corte non aveva bisogno di ulteriori approfondimenti perché, non avendo alcun dubbio, sarebbe stato un “regalo” superfluo e la Corte non fa “regali”. Io avrei ribadito che la Corte poteva aver raggiunto la propria certezza sull’affidabilità di quel determinato profilo genetico, ma, a parere mio, sarebbe stato doveroso concedere, comunque, la perizia per non ledere il diritto dell’imputato a partecipare almeno a quegli accertamenti tecnici ancora possibili, tenendo in considerazione che Massimo Bossetti MAI aveva potuto partecipare direttamente, tramite i propri consulenti, ad alcuna delle analisi fatte, data la singolarità delle indagini effettuate.

Segnalo:
http://www.bergamonews.it/2017/05/26/la-mamma-di-bossetti-confermo-nessuna-scappatella-massi-concepito-dal-ginecologo/255414/
e manifesto un mio dubbio: quale sarebbe l’utilità di insistere su un determinato argomento partecipando alle trasmissioni televisive? La signora vuole solo difendere la propria immagine, oppure (su consiglio della difesa di Bossetti?) sta cercando di diffondere, in modo indiretto, l’ipotesi di un eventuale e possibile "fratellastro" da individuare?

antrag ha detto...

L'intervento di Portera, riassunto magnificamente da Ivana, non doveva essere propagandato qui, data la caterva di assurdità esposte.
Che possono essere appena tollerate dato il ruolo che il prefato personaggio ha svolto.

PINO ha detto...

IVANA
Ct): "Bossetti MAI aveva potuto partecipare direttamente, tramite i propri consulenti, ad alcuna delle analisi fatte, data la singolarità delle indagini effettuate.

Bossetti, al tempo delle ricerche a tutto campo per individuare chi fosse il soggetto indicato come "ignoto1", era sconosciuto agli inquirenti. Solo quando si ebbe la certezza di aver individuato la mamma dell'"ignoto", si potè stabilire chi fosse il titolare del dna repertato, e farne un confronto a mezzo boccaglio. (unica "partecipazione" segnalata)
Naturalmente, tale sarebbe la versione fornita dagli inquirenti, ed io, non ho elementi da opporre a tale spegazione.

antrag ha detto...

Chi da bugiardo si è comportato, qualora dicesse il vero, non può essere creduto!

P. ha detto...

antrag
Da noi si racconta di un tale che diceva sempre bugia. Andò in galera l'unica volta che disse la ...verità.

Gilberto ha detto...

Il cretese Epimenide dice che tutti i cretesi sono mentitori... Dirà il vero o dirà il falso?

Ivana ha detto...

Sì, Pino, appunto perché le ricerche di “Ignoto1” sono state innovative, seguendo, per motivi legittimi, modalità diverse rispetto alle indagini tradizionali, di fatto Massimo Bossetti non ha potuto godere del diritto di partecipazione agli accertamenti tecnici potenzialmente irripetibili, per cui ritengo che la Corte avrebbe dovuto tenere conto di un diritto in pratica negato, per motivi validi e indiscutibili, sì, ma, comunque, lesivi di un diritto e siccome, a priori, neanche era stata prevista (da chi avrebbe dovuto porsi almeno il problema) la richiesta dell'eventuale creazione di un difensore pro-ignoto, reputo che sarebbe stato doveroso concedere, almeno, la superperizia, indipendentemente dalla certezza che la Corte riteneva di avere già raggiunto. Non si trattava di "regalo", a mio avviso, ma si trattava di tenere nella debita considerazione un diritto dell’imputato a partecipare almeno a quegli accertamenti tecnici ancora fattibili.

antrag ha detto...

Forse era il mentitore dell'antinomia ...
I giudici non si raccapezzano sulle sue affermazioni e lo sbattettero in galera!

antrag ha detto...

Brava Ivana!
Hai spiegato in seconda battuta la mostruosità delle affermazioni del consulente di parte ...

Ivana ha detto...

La frase: “Tutti i cretesi sono mentitori” (cioè tutti i cretesi dicono sempre la falsità) detta da un cretese non può essere vera, perché allora sarebbe vero che il cretese Epimenide è un mentitore e si avrebbe una contraddizione. Quindi l’affermazione di Epimenide non può essere vera e allora non è vero che tutti i cretesi dicono sempre il falso e questo significa che è vera la negazione di “Tutti i cretesi sono mentitori”, il che significa che c’è qualche cretese che a volte dice la verità.
Quindi non può essere vero che Epimenide dica la verità.

TommyS. ha detto...

Biologo

Molto interessante quella tabella.

Esclusi MGB e PPG su quale altra famiglia con due figli maschi (se la tabella si riferisce al reperto 5D non si capirebbe perché confrontare il profilo di una sorella) sono state condotte analisi di confronto dei profili di DNA?

A me personalmente vengono solamente in mente i due fratelli di Yara, Natan e Gioele.

Fosse mai vero, sarebbe alquanto strano che il profilo di Uomo1 abbia in comune così tanti alleli con i genitori ed i fratelli di Yara e che non sia mai stato individuato visto che ai parenti di Yara che vivevano nella zona credo abbiano chiesto un campione di DNA. Ma forse sarebbe l'ennesima stranezza genetica di questo caso.

____________________________________________________

Una domanda che da tempo volevo porti.

E' possibile che gli enzimi di restrizione utilizzati da Applied Biosystems e da Promega siano molto differenti? In altre parole, è possibile che vadano a tagliare i segmenti di DNA in posizioni differenti pur con gli stessi marcatori STR? Ed è possibile che per esempio Promega utilizzi enzimi di restrizione differenti a seconda del kit pur sempre con gli stessi STR?

Gilberto ha detto...

La spiegazione Ivana è più complessa fa riferimento ai processi autoreferenziali che conducono ad antinomie e paradossi, oppure comporta l'introduzione di metalivelli linguistici. In genere però dalla vera autoreferenzialità non si esce mai, è come un loop senza fine. Ci sono splendidi esempi non solo nella logica ma anche nella letteratura, nella pittura, nella musica... In informatica l'algoritmo autoreferenziale determina il processo ricorsivo con incremento o decremento (pseudo autoreferenzialità)...

Ivana ha detto...

No, Gilberto; è nella frase di Eubulide che c'è un autoriferimento!
Nella frase di Epimenide non c'è l'autoreferenzialità, perché la frase di Epimenide non sta dicendo qualche cosa su sé stessa!
Infatti è Eubulide che dice: "Io sto mentendo" e tale frase non può essere né vera né falsa ed è un paradosso; invece la frase di Epimenide è falsa come spiegano chiaramente i logici-matematici tra cui, in particolare, Piergiorgio Odifreddi.

Paolo A ha detto...

Potrebbe trattarsi di una tabella esemplificativa, però potrebbe trattarsi dei fratelli Bossetti, Massimo e Fabio, comunque non escluderei una simile ipotesi a priori.

Ho visto la registrazione di Telelombardia dove alla trasmissione Iceberg c'erano i studio Ester Arzuffi e la figlia, Ester ha sostenuto ripetutamente che lei non è mai stata col Guerinoni e che l'unica spiegazione è che le sia stata fatta un'inseminazione artificiale a sua insaputa, mentre la figlia ha detto che non sapeva di essere figlia di un padre diverso da Giovanni Bossetti, avvallando così la versione che sia figlia del Guerinoni.

Sinceramente a me pare che le due stiano recitando un copione, credo che la verità emergerà a processo e non sarà quella di Giuseppe Guerinoni padre dei gemelli Massimo e Letizia.

Gilberto ha detto...

A beh Ivana se lo dice Oddifreddi. Ipse dixit... Sono semplicemente due formulazioni diverse dello stesso paradosso. In ogni caso Ivana puoi tenerti la tua certezza, non ho intenzione di intavolare una discussione. Ciao...

Ivana ha detto...

Gilberto, lo dice la logica classica (cioè a due valori)!
In pratica è Eubulide che è riuscito a trasformare la frase di Epimenide in un vero e proprio paradosso!
Nella logica classica la frase di Epimenide è falsa.

Gilberto ha detto...

Paolo A
Anch'io ho la stessa impressione di un copione che devono recitare loro malgrado per aiutare il loro congiunto...

antrag ha detto...

Ivana, chiedi a Piergiorgio se l'aggettivo "auotologico" sia autologico o no.
Per aggettivo autologico s'intende un aggettivo che predica una proprietà di se stesso (come l'aggettivo "polisillabico", che è polisillabico)

Gilberto ha detto...

Alle volte i logici (non tutti) non si rendono conto che il linguaggio è ricco di sfumature e sottointesi. Forse Epimenide quando formula la sua affermazione "tutti i cretesi sono mentitori" non sa di essere cretese?
A) Io mento = Io in quanto io mento
B) Io cretese mento = Io in quanto cretese (tutti mentitori) mento
Hanno prodotto un fiume di parole, ma i due paradossi con formulazioni diverse esprimono esattamente lo stesso concetto di autoreferenzialità. Che nonostante l'ottimismo dei logici è irrisolvibile se non postulando degli stratagemmi convenzionalistici. La bellezza del paradosso è che è una sfida ricorrente (vedi anche la meccanica quantistica e per citare un altro paradosso irrisolvibile quello delle masse allo stadio di Zenone che pochi conoscono e che invece è il più interessante e attuale)
Con questo davvero non tornerò sull'argomento...

Gilberto ha detto...

Tutti i familiari di Massimo Bossetti sanno perfettamente che il loro congiunto è figlio di Giovanni. Sono costretti a recitare la storia dell’inseminazione per motivi di copione se lo vogliono aiutare. La storia prevede il lieto fine? Il finale è top secret. I bene informati sussurrano che l’uscita di sicurezza c’è, che gli sceneggiatori l’hanno trovata.... Altri sono convinti che il reality può riservare ancora molte sorprese proprio come in un romanzo avvincente e imprevedibile…

Vanna ha detto...

Gilberto buongiorno.
Riguardo la "storia dell'inseminazione "per aiutarlo, può starci, sicuro inoltre che per i familiari è G. Bossetti il padre, il marito, il capofamiglia.
La tua tesi riguardo "l'uscita di sicurezza" la condivido anche.
In questo modo non si farebbero ulteriori danni alle alte sfere che hanno permesso la condanna invereconda.
Tutti ne uscirebbero a testa alta, per di più il ginecologo che seguì la signora Arzuffi ho letto che è morto quindi...tutto è bene quel che finisce bene.
Speriamo così.

PINO ha detto...

GILBERTO
I tuoi auspici mi inteneriscono, tanto che vorrei condividerli sinceramente, ma la granitica posizione dei sostenitori di una, tra le tragedie più sofisticate edite negli ultimi tempi, non hanno concesso spazio alcuno, ove infilarvi particelle, sia pur minime, di quel Diritto che, sembra, sarebbe stato oltraggiato oltre misura ( e quello di una verifica terza dell'iter scientifico che avrebbe prodotto il n/DNA accusatore, ne sarebbe l'esempio più significativo).
Non ti nascondo di essere fortemente perplesso, tanto da non poter decidere definitivamente da che lato sposterei l'ago d una immaginaria bilancia, di fronte a tanta irremovibile certezza dell'apparato giudicante.
Ci sarebbe qualcosa d'altro, alla base di tale conclusione, che a noi non è stato fatto conoscere?
Si tratterebbe di un enorme affastellamento doloso?
Ammessa tale ipotesi, perchè non sarebbero intervenuti Organi Superiori ad osteggiare la eventuale proditorietà procedurale?
Sarò grato a chi potrà darmi lume.

Gilberto ha detto...

Io credo Pino in tutta franchezza che gli organi superiori siano intervenuti, ma come sempre accade nel Bel Paese (come Vanna ha ben compreso) nel solco della 'mediazione', cioè di una mano lava l'altra. L'unico dubbio che mi è rimasto è perché Bossetti non sia stato assolto nel primo grado. Sarebbe stato troppo smaccato e l'audience avrebbe perso tutta la suspense? Io credo che il carpentiere sia stato tranquillizzato, questa volta andrà tutto bene, altrimenti il signor Guerinoni potrebbe uscire definitivamente di scena e non ci sarebbe inseminazione che tenga...

Ivana ha detto...

Gilberto, direi che sarebbe utile non confondere i due livelli (linguaggio e metalinguaggio) altrimenti potremmo diventare o ebefrenici (fissandoci solo sul linguaggio) o paranoici (fissandoci solo sul metalinguaggio) :-)
Comunque, senza scomodare ulteriormente Bateson, ribadisco quanto da me già detto rimanendo nella logica a due valori. La frase detta da Epimenide è semplicemente una frase falsa, non c'è ancora alcun paradosso.
Nella riformulazione di Eubulide: “Io sto mentendo” ecco che la frase non può essere né vera né falsa. Eubulide, dunque, ha trasformato la frase di Epimenide in un vero e proprio paradosso.

Antrag,
non c’è bisogno di chiedere a qualcuno; è sufficiente aver seguito (o seguire) corsi di logica-matematica, aver letto (o leggere) svariati libri in merito e conoscere, quindi, Russell, la teoria dei tipi da lui proposta e il cosiddetto paradosso di Grelling-Nelson …
Quindi, se "autologico" è autologico allora si riferisce a se stesso, e quindi è autologico; se "autologico" è eterologico, allora non si riferisce a se stesso, e quindi è eterologico, senza che si riscontrino contraddizioni; "autologico", dunque, può essere sia l'uno sia l'altro (è autologico se e solo se si riferisce a sé stesso, è eterologico se e solo se non si riferisce a sé stesso), producendo, in ciascun caso, una tautologia.

Comunque, sono d’accordo con Gilberto almeno nel fatto di evitare di continuare ad andare inutilmente fuori tema (infatti credo che ognuno non cambierebbe le proprie conoscenze e le proprie, ormai consolidate, convinzioni). :-)

Ivana ha detto...

Dimenticanza

A proposito di teoria dei tipi, essa ha trovato, poi, un importante ambito applicativo, soprattutto nel campo della progettazione dei linguaggi di programmazione ...

Dudu' ha detto...

Gilberto,
Ho il sospetto opposto. Fin dal momento in cui spari Yara,a Bergamo sono successi fatti strani..
Hanno sempre fatto quadrato su tutti i fatti inspiegabili: da pranzi solidali,interventi all'ex Sobea,indagini che non andavano avanti fino all'"arresto del colpevole". In un contesto politico nazionale rovente: nel territorio va in pensione Galizzi (26 11 '10),nella medesima data parte il digitale per mediaset, e Berlusconi con la nipotina marocchina ritorna definitiamente a casina propria dopo mesi biblici da Sòdoma e Gomorra. Vogliamo metterci la presenza di Vincenzo Ricciardi? Fate voi...
A Gennaio 2015 si fà quadrato di nuovo sulla "prova regina" e Previderé aggiunge una integrazione tempestiva alla sua perizia...
Nessuno disse bau su video definiti tarocchi nei media e una corte giudicante davanti provette scambiate tira dritto..

Bastava solo questo fatto per invalidare la "regina".

http://www.lanazione.it/cronaca/2012/07/21/747154-rapinatore-banda-oro-assolto.shtml

Ma a Bergamo vige una legislazione differente provabilmente..
Se non daranno le perizie a tutto tondo (non con il contentino)
ne avremo ulteriore conferma.

É la difesa che stà cercando di tirare fuori il reo senza spargimenti di sangue,gli altri fanno orecchie da mercante ma non si muove foglia che Dio non voglia...
Scrivi : "Io credo che il carpentiere sia stato tranquillizzato, questa volta andrà tutto bene"

La tua bontà d'animo rispecchia il tuo essere puro, troppi interessi si intrecciano in questa vicenda.
L'unica strada da percorrere realistica é quella indicata da Biologo.
Ma non perché tu non hai ragione o meno sulla paternità,ma se vogliamo giustizia quella é la strada,altre non verranno concesse.

Gilberto ha detto...

Dudù
Quello che dico io non è in contraddizione con quello che dici tu. La strada indicata da Biologo corrisponde proprio a quella uscita di sicurezza che dovrebbe salvare capra e cavoli salvo qualche colpo di coda dell'ultima ora... E' la questione paternità... una vera spada di Damocle per qualcuno...

Dudu' ha detto...

Pino ha scritto :
"..vorrei condividerli sinceramente, ma la granitica posizione dei sostenitori di una, tra le tragedie più sofisticate edite negli ultimi tempi, non hanno concesso spazio alcuno, ove infilarvi particelle, sia pur minime, di quel Diritto che, sembra, sarebbe stato oltraggiato oltre misura ( e quello di una verifica terza dell'iter scientifico che avrebbe prodotto il n/DNA accusatore, ne sarebbe l'esempio più significativo).
Non ti nascondo di essere fortemente perplesso, tanto da non poter decidere definitivamente da che lato sposterei l'ago d una immaginaria bilancia, di fronte a tanta irremovibile certezza dell'apparato giudicante.
Ci sarebbe qualcosa d'altro, alla base di tale conclusione, che a noi non è stato fatto conoscere? .."

Nutriamo medesime perplessità Pino, non dimenticare che mandare assolto Bossetti significa avere incarcerato un innocente ed é difficilmente negabile poi che video definiti nei media tarocchi o erbette radicate potrebbero assumere figurativamente sembianze verosimili a depistamenti,ma pure tanti altri;nel 2016 é stata varata la legge che chi incarcera un innocente finisce lui a processo con pene che arrivano toccare 12 anni di galera per depistamenti su stragi.
https://www.google.it/amp/www.repubblica.it/politica/2016/07/05/news/reato_depistaggio_e_legge-143503482/amp/

http://www.altalex.com/documents/leggi/2016/07/06/depistaggio-introdotto-il-nuovo-reato


Leggete attentamente questo articolo, capirete che qualcuno é fra incudine e martello.

Ma ancora :

e se Bossetti é figlio di Bossetti? :

http://www.canestrinilex.com/risorse/calunnia-diritto-difesa/


si entra nella logica di danni incalcolabili per le familie colpite ; cercherànno salvarsi il fondo schiena ,poco gli frega di un innocente incarcerato....

Vedo ora ultimo intervento di Gilberto.. Ok,allora siamo sulla stessa linea.:)

Consiglio:
http://www.academia.edu/30624366/PRESUNZIONE_DINNOCENZA_E_PERSONE_GIURIDICHE_IL_PRINCIPIO_NON_DIMENTICATO

PINO ha detto...

Entrai a far parte di questo squisito forum, per esporre il mio pensiero, più di un decennio fa, perchè ne condividevo lo spirito e la serietà con la quale lo gestiva, e lo fa ancora, il titolare dello stesso, che, un po tutti, abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare, per il suo evidente liberalismo.
Uno "spirito" di base, però, non condizionante, nè bacchettante, la libertà individuale di espressione, qualora non oltrepassi i confini della correttezza civile.
In altri termini, la partecipazione ai confronti e relativi dibattiti, non legherebbe il relatore entro i confini di un garantismo
a tutti i costi
, là dove une stretta, personale logica non si incastri perfettamente.
Confortato da quanto sopra precisato, affermo di non essere d'accordo con Gilberto e quella sorta di "'mediazione', cioè di una mano lava l'altra." di cui lui dice averne sentore, eludendo la paternità ibrida del Bossetti, che la dice lunga, e quello fino ad ora non distrutto, da definitive, ulteriori analisi scientifiche.
Non so da dove Gilberto possa trarre tali rosei, futuri sviluppi della situazione, sia pure con una immaginaria "trattazione, dopo aver constatato la ferrea determinazione dei Giudici nel processo di 1° grado.
Sarebbe già una mezza vittoria, se venisse concessa (ma non ci giurerei) le rilettura dei rav data, che, comunque, non credo possano aver cambiato gli estremi col tempo.
Quindi, suppongo che anche il processo d'appello, non sarà dissimile, nella sostanza, dal primo.

Gilberto ha detto...

Però Pino al di là di tutto devi riconoscere che la mia posizione sulla paternità che sembrava una fanfaronata, una voce nel deserto, adesso alcuni cominciano a prenderla in considerazione come oggetto di discussione e perfino in qualche caso a considerarla plausibile. Che Massimo Bossetti sia figlio genetico del padre legale non viene più considerata una assurdità, ma una ipotesi meritevole di essere approfondita e messa al vaglio dei riscontri oggettivi. Come ho detto anche in altri interventi è lì che si gioca tutto e quel convitato di pietra potrebbe avere un peso decisivo proprio senza figurare....

Biologo ha detto...

@TommyS.

-scrive: sarebbe alquanto strano che il profilo di Uomo1 abbia in comune così tanti alleli con

In realtà non sappiamo nemmeno chi è il "padre" di quella tabella. Uomo1, essendo ignoto, lo avevamo scartato perchè ovviamente non si possono conoscere i figli di un uomo ignoto.

Ma forse suggerisci che quella tabella è un tentativo di risalire a Uomo1 a partire da 2 fratelli? Se è così può essere un'ipotesi corretta. In pratica avendo un profilo ignoto, cioè quel "padre", hanno tentato di risalirvi a partire dai profili di varie coppie di fratelli finchè non hanno individuato i due indicati.


-scrive: E' possibile che gli enzimi di restrizione utilizzati da Applied Biosystems e da Promega siano molto differenti?

I kit STR non usano enzimi di restrizione, forse intendevi i primer.

-scrive: In altre parole, è possibile che vadano a tagliare i segmenti di DNA in posizioni differenti pur con gli stessi marcatori STR? Ed è possibile che per esempio Promega utilizzi enzimi di restrizione differenti a seconda del kit pur sempre con gli stessi STR?

Se non stiamo parlando di enzimi di restrizione ma di primer allora la risposta è sì.
E' possibile e si fanno degli studi definiti di "developmental validation" e di "concordance" proprio per questo.

In pratica servono a verificare che i risultati siano sempre uguali nonostante le differenze presenti nei componenti dei kit.
Bisogna tener presente che mentre gli investigatori utilizzano questi kit su profili ignoti, cioè su sequenze non conosciute, chi sviluppa e testa questi kit li verifica su sequenze note. Conoscendo nel dettaglio le sequenze le aziende produttrici durante lo sviluppo possono addirittura modificare i primer a livello di pochi nucleotidi in base ai problemi riscontrati. Esistono anche dei software per fare delle previsioni sul tipo di problema che un primer potrebbe determinare prima ancora di sprecare tempo e denaro per produrlo.

Vanna ha detto...

Dudù, a Gilberto scrivi"...Hanno sempre fatto quadrato su tutti i fatti inspiegabili: da pranzi solidali,interventi all'ex Sobea,indagini che non andavano avanti fino all'"arresto del colpevole"... ma guarda che, di fondo,
la pensi come lui difatti scrive:"...Io credo Pino in tutta franchezza che gli organi superiori siano intervenuti, ma come sempre accade nel Bel Paese (come Vanna ha ben compreso) nel solco della 'mediazione', cioè di una mano lava l'altra." Concetto che condivido, come condivido la lettura successiva della situazione politica all'epoca.
Aggiungo inoltre al "programma" di destrutturazione del Bel Paese che l'economia, va e andava, a braccetto con la politica e le sue scelte economiche: l'Italia era un polo siderurgico anche a Bergamo, non solo a Taranto. Guarda come è finita!

Dudu' ha detto...

Pino,
Questa possibilità, non vengano concesse le perizie , é un aspetto che la difesa stessa teme.

Ma come si concilia una scelta di questo tipo con il giusto processo?

Una difesa preclusa difendere..la presunzione d'innocenza cestinata..

Se non le avranno ora saranno d'obbligo in cassazione.


Ps. Ammesso possa essere figlio di Guerinoni, sul punto io da un pò mi astengo perché condivido pure che la Gino se avesse avuto delle incertezze aveva il dovere di palesarle (rimane in sospeso con quale materiale avrebbe lavorato, nessuno ha messo a disposizione info attendibili, e ad essere onesta,in un ultimo intervento di Capra a QG a domanda di Nuzzi se avevano dubbi sull'Y convergente a Guerinoni, Capra ha risposto con un sorriso sornione che ha mozzato la parola a Nuzzi stesso).
Certo, sono impressioni, ma a onor di cronaca Salvagni non ha mai apertamente dichiarato lo sia,allora mi chiedo cosa c'é sotto o fra le carte...o cosa non c'é.)

Non posso nemmeno dire che la tua analisi non sia corretta. Anzi, é logica.

Chi ha fatto il test di paternità a Bossetti o maternità a ignoto1 purtroppo non é chiaro,disponibile, pubblico.

Inoltre a evidente scritto in motivazioni che permangono dei misteri, potrà chi deve decidere se il processo di primo ha avuto un percorso corretto nei confronti dell'accusato dare risposte congrue o se ne laveranno le mani...

É entrato nel processo ed é uscito colpevole con quesiti irrisolti a mio personale giudizio.

Loro dicono che Giardina ha lavorato sulla stringa sbagliata, ma come é possibile se Giardina trova compatibilità con Guerinoni nel 2011..

Possiamo prendere le testimonianze riportate dall'aula con ciglio levato,ma sono riportate pure in motivazione... Il mtdna ( composto da marcatori) non combacia, certificato da Previderé.

Si aprirebbe all'ipotesi che il dna é una opinione divergente in una aula di giustizia.
Gravissimo.

Vanna ha detto...

Pino, dopo tutto quello che è emerso in questo caso che non è chiaro tu scrivi:"...Confortato da quanto sopra precisato, affermo di non essere d'accordo con Gilberto e quella sorta di "'mediazione', cioè di una mano lava l'altra." di cui lui dice averne sentore, eludendo la paternità ibrida del Bossetti, che la dice lunga, e quello fino ad ora non distrutto, da definitive, ulteriori analisi scientifiche..."

Pino hai certamente dimenticato che ricerche e controlli, sono stati di parte e che tutto è andato avanti solo per sostenere quella strana traccia.
E per questo motivo quella traccia non può essere sostenuta, senza altre prove, come prova vera per condannare.
C'è dietro l'impedimento ad accettare e confrontare il dubbio e ci sarà un perché che non può essere solo quello della colpevolezza.
E se ci fosse altro? sei così sicuro che quella traccia è la firma dell'assassino Bossetti?
Io non sono sicura per tutti i motivi che qui abbiamo sviscerato.

Bruno ha detto...

@Gilberto, scrivi: "Tutti i familiari di Massimo Bossetti sanno perfettamente che il loro congiunto è figlio di Giovanni. Sono costretti a recitare la storia dell’inseminazione per motivi di copione se lo vogliono aiutare." Scusa Gilberto non riesco a capire, non sarebbe più giusto che si dica pane al pane, la verità qualsiasi essa sia, o la strategia della difesa da come intuisci prevede altro. Si mi ricordo che affermavi da molto tempo che M. Bossetti era figlio di Bossetti. Scusa ma non riesco a capire nonostante seguo in modo favorevole i tuoi interventi.

Gilberto ha detto...

Bruno. La mia opinione è questa:
Il caso Bossetti ormai non è solo un cold case... è il ritratto delle istituzioni del Bel Paese. E' forse il caso più emblematico di come funziona la 'democrazia' italiana. Dietro la vicenda - dove si sono spesi milioni di euro - ci sono interessi economici di laboratori e di industrie, c'è la vetrina di tante professionalità, c'è il prestigio di tutto un sistema politico-giudiziario. Bossetti per alcuni è solo un moscerino eventualmente da sacrificare. Quello che la famiglia vuole è che Massimo torni a casa dai suoi affetti, non vuole un martire da sacrificare sull'altare della Verità (quella con la maiuscola). La difesa ha a cuore le sorti del cliente (come è giusto che sia) ha scelto una strategia che potrebbe essere quella vincente, ritiene di non poter combattere ad armi pari con i poteri forti che possono schiacciare chiunque e hanno a disposizione il supporto di un sistema mediatico compiacente. I familiari hanno senz'altro capito che razza di artiglieria devono affrontare, si lasciano consigliare e sperano nella giustizia (quella minuscola).

Gilberto ha detto...

Aggiungo
Tutta la stampa che conta e la televisione non ha mai trattato il caso come emblematico della disfunzionalità di tutto il sistema istituzionale, e ce ne sarebbero state di cose da dire. Praticamente tutta l'informazione che conta davvero si è messa le fette di salame sugli occhi e ha ridotto la vicenda a un caso criminologico, non parliamo dei format. Una informazione allineata, compiacente e disimpegnata ha fatto da cassa di risonanza. Gli opinionisti, salvo poche mosche bianche, sono entrati nel ruolo dimostrando di saper interpretare la parte adeguandosi al copione.

Dudu' ha detto...

Si aprirebbe pure all'ipotesi che non c'é bisogno seguire protocolli internazionali certificati..l'esito dell'appello avrà enormi ricadute future su tutti i processi analoghi.
La prova regina deve formarsi nel contradditorio, dicono é stato fatto, ma quando mai.. Se io trovo una ricetta scritta e mi si dice che é buona e facile, solo provando farla e cuocerla potrò avere in contradditorio con lo chef.
Nessuna sarta potrà dire che il vestito é perfetto se non ha fatto la prova.
Idem il meccanico o il caldaista.

Insomma, non si può giocare con il dna o con la vita.
Devono fare le perizie,sottoporle a verifica,nessuno oltre il ris ha rifatto le estrazioni. Ce n'era tanto o no ?

Vanna,
Credo Pino si riferisse piú alla libertà di espressione . Tutti dobbiamo averla, il punto é un altro, la granitica certezza di Gilberto sia un Bossetti l'imputato gli crea perplessità.
Di per sé Pino ha ragione, quale ritorno avrebbe la difesa tenere buono un risultato dell'accusa se non vero?
L'unico sarebbe avere timore smentire il ris davanti la nazione ? Non credo, potrebbe in tanta serenita dire che loro hanno ottenuto ben altri risultati e chiedere un ip o sottoporlo a verifica. In ogni caso rimane che il dna dell'imputato corrisponde alla stringa di ignoto1 ed é l'inghippo difensivo, se non concederanno le perizie non potranno confutare la corrispondenza.

Biologo parte da un punto base differente(sintetizzo) , dice all'accusa: la vostra relazione dimostra che il dna del signor Bossetti diverge da ignoto 1 su otto regioni, é escluso quindi lui sia ignoto1. Non fà una piega.

Dudu' ha detto...

Riflettendoci su quanto ho appena scritto

" Biologo parte da un punto base differente(sintetizzo) , dice all'accusa: la vostra relazione dimostra che il dna del signor Bossetti diverge da ignoto 1 su otto regioni, é escluso quindi lui sia ignoto1. Non fà una piega."

sarebbe l'accusa dover dimostrare che non é vero.

Biologo ha detto...

@Dudu'

-scrive: sarebbe l'accusa dover dimostrare che non é vero.

Esatto. E' questa la ragione per cui appena si parla del DNA mitocondriale chi sostiene l'accusa va in fibrillazione.

Si sono ritrovati in una situazione complicata perchè il documento è stato presentato dai loro stessi periti: se confermano l'operato dei periti allora Massimo Bossetti non è Ignoto1, se dicono che è sbagliato ammettono che i loro periti non sono "infallibili". Quindi se si sostiene che non sono infallibili la Corte non potrà che dedurre che le critiche mosse dai periti della difesa anche su altri dati potrebbero essere fondate. A quel punto queste critiche della difesa verrebbero prese in considerazione e ne deriverebbe un dubbio. I Giudici a quel punto potrebbero decidere che il dubbio non può essere superato in alcun modo e Massimo Bossetti torna a casa, oppure potrebbero chiedere ad un perito del Tribunale di dare un contributo per risolvere questo dubbio.
Il perito allora si troverebbe davanti ad un profilo del DNA mitocondriale che esclude Massimo Bossetti e, salvo incredibili fantasticherie, non potrebbe che concludere con un'esclusione o confermando che il dubbio non può essere risolto. E Massimo Bossetti torna a casa.

Così per ora per evitare questa strada hanno scelto una via di mezzo per sostenere allo stesso tempo che i loro periti non sbagliano ma che il risultato è ininfluente. Ma neanche questa è una situazione molto facile perchè si troveranno a dover difendere l'idea che è ininfluente il fatto che è stato trovato il profilo realmente esistente in natura di un estraneo sullo slip della piccola vittima nel punto in cui invece doveva esserci quello dell'imputato.

Per ora questo è lo stato delle cose...

Sandro ha detto...

@Dudù
ben sintetizza ed illustra Biologo prima di me; credo comunqne che in aula il discorso difensivo su ignoto1/mgb dovrebbe essere più lungo e più articolato, e affrontato secondo una scaletta crescente e consequenziale di passi (tutti obbligatori ed in quest'ordine)

STEP 1
Esistono perplessità, forti abbastanza, da permettere di sollevare concreti dubbi sulla reale corrispondenza tra il contenuto biologico di Ignoto1 e i valori dello stesso presentati come i valori dna di Ignaoto1 [Vedasi: uso di kit scaduti; mitocondriale fantasma a dispetto del nucleare dopo 3 mesi all'aperto; inspiegabili ed inspiegate attinenze di HT in relazione al "modulo dna"; 13 differenti spiegazioni fornite ognuna inconciliabile con le precedenti; lievitazioni di valori; etc]
Quindi: a livello legale deve (dovrebbe) essere più che sufficiente questo a non poter permettere la trasformazione di un dato contestabile, contestato e dubbio in una "prova unica, regina ed auto-referenziale".
E senza l'incontrovertibilità dell'associazione di uguaglianza dna di ignoto1 = dna di MGB, MGB deve essere assolto (visto che nessunissima altra "prova"(sic) a suo carico è stata portata dall'accusa).

STEP 2
Nel caso però in cui si voglia a tutti i costi credere che nessuno di quegli elementi dubbi e strani, abbia influito...

dando quindi per garantito che il dna di Ignoto1 contiene esattamente quei dati biologici estratti e presentati, allora ne consegue (per le lineari e documentate spiegazioni presentate in dettaglio scientifico da Biologo) che non ci sia corrispondenza tra quei valori e quelli di MGB, in quanto MGB non presenta alleli R0a.

STEP 3
Ma se oltre a voler a tutti i costi accettare per realmente corrispondenti al contenuto di Ignoto1 i dati presentati come di Ignoto1, si vuole anche sostenere che che quel R0a in Ignoto1 non sia significante (dato che MGB ne è sprovvisto)...

anche in questo caso, l'egregio e documentato lavoro scientifico e logico di Biologo, ha chiaramente presentato la concreta esistenza di dubbi capaci di smentire l'assunto che quei dati presentati come il contenuto biologico di Ignoto1 non possano che corrispondere a quelli di MGB e a MGB soltanto.
Ovviamente, in assenza di una unica possibile unicità di identificazione di soggetto corrispondente, verrebbe a mancare qulla solidità perital-investigativa capace di trasformare un indizio in una "prova"(sic)

STEP 4
E, da ultimo, il percorso difensivo andrebbe rilanciato con motivazioni non più scientifiche, ma di questioni di principio: un dna non è prova di per sé di colpevolezza, perché non può indicare con certezza né quando è stato lasciato, né come, né con quali modalità, etc etc; e può diventare prova solo all'interno di un contesto di indizi plurimi, concreti e concordanti (cosa che on è certo di questo caso in cui le indagini non hanno determinato nulla: nemmeno il quando ed il dove la piccola Y sarebbe stata rapita da MGB, né se sia stata rapita o si sia allontanata volontariamente assieme al suo presunto aggressore MGB; né altro).

Solo la somma di questi 4 passaggi può scavalcare il macigno giuridico-legale del "per legge ci basta il dna nucleare" nei cuori e nelle teste di una giuria. perché non gli lascia scoperto nessun punto, ed ogni punto o glielo smonta o gli leva la (presunta certezza).


Sandro

Biologo ha detto...

@Sandro

-scrive: credo comunqne che in aula il discorso difensivo su ignoto1/mgb dovrebbe essere più lungo e più articolato

Ovviamente non volevo certo indicare alla difesa il modo di procedere.
Ho solo sintetizzato la logica in cui l'accusa si è andata ad infilare a causa del DNA mitocondriale. In pratica si è andata ad incastrare in questa situazione da sola cercando di rafforzare la prova del DNA nucleare. Se i periti sullo slip si fossero limitati al solo DNA nucleare adesso la situazione di Massimo Bossetti sarebbe assai più grave.

Il fatto che siano state fatte le analisi del DNA mitocondriale sul reperto 31 a mio modo di vedere dimostra che non esiste alcun complesso ed orchestrato complotto. Chi ha proposto, chi ha acconsentito e chi ha effettuato quelle analisi non poteva che essere in buonafede.

Dudu' ha detto...

Sandro,
Tutte giuste le tue osservazioni, a parte il punto quattro in cui mi sembra errato il ragionamento (comunque lo rileggerò domani a mente socuramente piú fresca). Se io,in qualità di difesa affermo che il dna del mio cliente é totalmente differente in otto regioni non devo cercare i motivi per cui sta li,né devo trovare altri colpevoli, non spetta a me.
Ti invito rileggere tutti gli articoli di Riflessioni Geneticheon sequenza di pubblicazione, il suo lavoro é encomiabile per il lavoro svolto, ma a mio modo di vedere, perché ha spersonalizzato le analisi e le ha ricondotte a quel che erano : dati.
Nulla di piú.
La dialettica non ha bisogno di fronzoli ma di contenuti e significati. Quel dna di ignoto 1 é divergente in otto regioni ed é verità non interpretabile. Io difesa devo usare i dati , non contrastarli, perciò le celle telefoniche dimostrano che il mio cliente poteva trovarsi in Brembate ma non certo a Chignolo, nel 25% delle telefonate fatte da casa nel tempo passato veniva agganciata la cella di Mapello da casa ma in ogni caso quella sera in settori diversi .

Il dna non é il suo, perciò poco mi tange fosse a Brembate o a casa sua.
Ininfluenti le polveri nel camioncino frammiste a sferule di acciaio o ferro, compatibili o meno, perche polveri e sferule sul cadavere non erano mischiate: sui pantaloni aveva contaminazioni da
polveri,e sulla giacca da sferule( vado a memoria,potrei sbagliarmi sugli indimenti ma non sul riscontro dei due materiali separati.

Da dove provengono? É affare loro, di certo nel camioncino sono state trovate frammiste e sono polveri comuni, non specifiche da poter additare qualche luogo di provenienza . Milioni di uomini guardano video porno con moglie o senza, il numero di visioni poi é ridicolo, rasenta l'essere mezzo santo, mi sa che i preti lo battono di gran lunga.

Un anno di carcere senza donna arrapa anche il piú depresso dei depressi al solo sentirne parlare, figurarsi se vieni stuzzicato( non ditemi che non era una trappola) .

Cosa rimane?
Ha l'alibi! Ma se il dna non combacia che deve dimostrare?

PINO ha detto...

Il forte desiderio di verità e giustizia che noi tutti nutriamo, sia pure in misura diversa, per il caso in discussione, non dovrebbe essere ammorbato da idee che ci conducano in una stratosfera lontana dalla realtà esistente nei piani bassi del pianeta su cui viviamo, e su cui, a ritmo quasi perpetuo, si susseguono accadimenti di natura e carattere diversi.
A dirlo in modo meno elegante, ma sicuramente più efficace c'è sempre il luogo comune: "restiamo con i piedi per terra".
Siamo tutti d'accordo, me compreso, che non vi sarebbero prove o indizi gravi, prodotti dall'attività investigativa, a carico di MGB.
Ma esiste una traccia biologica che ha determinato la sua condanna.
Ed è proprio questa infausta "prova", che, per se stessa indicherebbe anche l'ibrida paternità del Bossetti, che la difesa dell'accusato ed il suo pool di genetisti dovrebbe demolire, indicando quelle anomalie atte ad invalidarla.
Inutile girarci intorno: è un assioma su cui i giudici hanno basato la loro decisione, e per vanificarlo occorrerebbe produrre un postulato costituito da estremi contrastanti, sullo stesso piano scientifico.
E non mi si venga a ricordare che la "difesa" ed i vari "aggregati" lavorano gratis, a causa della precaria disponibilità economica delle famiglie interessate: il nemico, o lo si affronta con decisione o si dichiara la resa.
Sono rammaricato per questo, ma non vedo una via di mezzo.
Pertanto ritengo, modestamente, che volare nella stratosfera, comporta solo disillusioni, nostro malgrado.

Sandro ha detto...

@Dudù
scrivi "...Se io, in qualità di difesa affermo che il dna del mio cliente é totalmente differente in otto regioni non devo cercare i motivi per cui sta li, né devo trovare altri colpevoli, non spetta a me...."
Indubbiamente. Indubbiamente e questo è avviamente il punto di forrza.
Però c'è un piccolo ma pesante "ma".
Ossia: siccome si è in un processo (che è un momento di dati ma anche di dialettica), e siccome non esiste solo la parola della difesa ma anche quella dell'accusa (e con tutto il suo peso anche mediatico e anche e soprattutto di relazioni ambientali); e siccome a termini di legge può bastare anche solo il dna nucleare senza prendere in considerazione quello mitocondriale:
- a livello difensivo, in aula, lo scoglio "dna ingnoto1/mgb" con tutte le sue possibili varianti: deve essere affrontato e smontato e ridimensionato per ogni aspetto (e ancor più in caso di mancata concessione di nuova perizia).

Ognuno di quei quattro singoli step è sufficiente (giuridico-eticamente) a far invalidare la condanna a MGB, perché come minimo è sufficiente a togliere il necessario valore di prova (sic) riducendolo a mero indizio indeterminato. E nel caso migliore (e più auspicato, grazie all'egregio lavoro di Biologo), a ribaltare completamente e compiutamente il raffazzonato ma pesante lavoro dell'accusa e dei suoi (discordanti) tecnici e periti.

I 4 step sono necessari per mettere la giuria e il giudice davanti alla concretezza che quel dato dna (o meglio, i valori che i periti del'accusa dicono contenga), preso da qualsiasi lato lo si possaa prendere: non forma in alcun modo possibile né una prova provata né un elemento di indizio a carico delll'imputato MGB, e nella migliore e più evidente di tutte: lo scagliona completamente in quanto la corrispondenza non esiste nei fatti (i dati estrapolati dai tecnici e dai periti di parte accusa)

Sandro

Vanna ha detto...

Sandro, condivido lo STEP 4 seguente:
"...E, da ultimo, il percorso difensivo andrebbe rilanciato con motivazioni non più scientifiche, ma di questioni di principio: un dna non è prova di per sé di colpevolezza, perché non può indicare con certezza né quando è stato lasciato, né come, né con quali modalità, etc etc; e può diventare prova solo all'interno di un contesto di indizi plurimi, concreti e concordanti (cosa che on è certo di questo caso in cui le indagini non hanno determinato nulla: nemmeno il quando ed il dove la piccola Y sarebbe stata rapita da MGB, né se sia stata rapita o si sia allontanata volontariamente assieme al suo presunto aggressore MGB; né altro).
Solo la somma di questi 4 passaggi può scavalcare il macigno giuridico-legale del "per legge ci basta il dna nucleare" nei cuori e nelle teste di una giuria. perché non gli lascia scoperto nessun punto, ed ogni punto o glielo smonta o gli leva la (presunta certezza)."

Solo che , per me, lo step 4 dovrebbe essere il primo e da lì partire lancia in resta.

Sandro ha detto...

@Biologo
scrivi: "Il fatto che siano state fatte le analisi del DNA mitocondriale sul reperto 31 a mio modo di vedere dimostra che non esiste alcun complesso ed orchestrato complotto. Chi ha proposto, chi ha acconsentito e chi ha effettuato quelle analisi non poteva che essere in buonafede."

Mi trovi in accordo. Non credo a "complotti" o "sintetizzazioni" o "volontà di incastrare il signor X".

Eppure nel caso alcuni dubbi rimangono:
1- in merito al ricorso ad HT,
2- ad un certo accanimento monotematico (che sfogia addirittura nel pagare il montaggio di video pubblicitari ma tarocchi dei passaggi del furgone) che porta per scelta a sminuire e scartare altre ipotesi supportate anche esse da indizi (cani, palestra, cantiere ad esempio)
3- ad un voler mettere assieme (forzatamente) ben 13 differenti spiegazioni "scientifiche" (che altrimenti si eludono l'un l'altra).

In inglese c'è un termine perfetto che inquadra il problema: "sexed up" (abbellito; forzato, pro domo propria, per mostrare una cosa "meglio" di come sia in realtà; )

Ti ricordi cosa fece fare Blair per aiutare Bush a far scatenare la guerra contro l'Iraq?
Commissionò un report sul possesso di Armi di Distruzione di Massa di Saddam, ai suoi agenti segreti.
Report che pur non portando prova alcuna di detto possesso (del resto non vennero trovate nemmeno dopo l'invasione), per compiacere le necessità di volere politico del capo Blair (che a sua volta doveva compiacere il volere del capo Bush), tale rapporto venne appunto "sexed-up", come riconosciuto e messo nero su bianco addirittura dal Parlamento inglese.
Il resto della storia è nota: guerra, morti, distruzione; così come è noto che -pur se troppi anni dopo- Blair venne quindi formalmente accusato.

Sandro

Vanna ha detto...

Pino così concludi il tuo ultimo:
"...E non mi si venga a ricordare che la "difesa" ed i vari "aggregati" lavorano gratis, a causa della precaria disponibilità economica delle famiglie interessate: il nemico, o lo si affronta con decisione o si dichiara la resa.
Sono rammaricato per questo, ma non vedo una via di mezzo..."

Perché dichiarare la resa se si crede nell'innocenza dell'imputato?
La difesa, che non è pagata, deve arrendersi?
La difesa ha sempre colpa?
Non è capace, non è adeguata, non ha fatto, ora deve dichiarare la resa?
Scusa Pino, ma non condivido.
Continui:
"Pertanto ritengo, modestamente, che volare nella stratosfera, comporta solo disillusioni, nostro malgrado."

Certo che possono esserci disillusioni, i percorsi della vita sono asfaltati di disillusioni, ma è bello provare a percorrere l'altra faccia della luna per cercare oltre la verità che ci fanno credere.
Non mi sentirei disillusa SE quella strana traccia continuassero a renderla l'unico strale per abbattere la libertà, sarebbe per me la prova che il sistema fa acqua,poiché a mio umile parere quell'uomo non è da condannare per quella traccia che è stata investita del potere di condannare a vita perché inchioderebbe solo 1 e non è così, non può essere così.

Le illusioni possono essere sogni e i sogni possono essere veritieri.

vanna ha detto...

Sandro condivido il tuo ultimo.
Ho notato che la parola "complotto" è intesa come qualcosa da escludere, da non trattare neanche a priori, come se, chi evoca un dietro-scuro condiviso da molti attivamente per mantenere i propri privilegi, debba dire corbellerie o credere in ciò che non esiste e quindi si baipassa.

Ciò che scrivi a conferma del termine "complotto", potrebbe concatenarsi con una catena lunga quanto la storia dell'uomo fin dal suo apparire.
E di complotti internazionali per abbattere qualcuno, per mandare in alto un altro, per creare problemi, guerre,traffici illeciti, spostare popoli, far scoppiare guerre,... fosse naturale senza l'aiutino.

La storia dell'uomo è fatta di complotti, l'Italia poi li ha sulla sua pelle vivi e vegeti ancora.

Così come mi viene: perché Federico II e i suoi figli non poterono unificare l'Italia?
Non c'entra nulla e chiedo scusa, ma la parola "complotto", per quel che significa, non dovrebbe essere esclusa ma accoglierla per chiarire un po' ciò che si è vissuto e si sta vivendo.
Tutta la tessitura di questo fatto disgraziato è oscura e quindi c'è stato un insieme di fili intrecciati su una trama, solo una, il resto è stato scartato e non a caso.

PINO ha detto...

VANNA
Non dimenticare che fosti tu a dirmi, in altra occasione, (colta da me per precisare che la difesa doveva provvedere ad una analisi terza, fatta e firmata da chiari professionisti della genetica, per invalidare i risultati biologici dell'accusa), che il collegio difensivo ed i relativi collaboratori, lavoravano senza compenso.
Non sono io a proporre LA RESA: essa sarebbe la conclusione logica, data la situazione. Sia chiaro.
Infine, non ho mai tacciato la difesa di incapacità o di inadeguatezza.
Ti prego di non attribuirmi frasi o accenni subdoli, mai scritti, lontani dalle mie convinzioni e dal mio carattere, forse, solo eccessivamente schietto.

antrag ha detto...

Procedure sballate, addetti incompetenti e bassezze morali possono generare situazioni simili a quelle ordite a tavolino da menti perverse per fini inconfessabili.

Sandro ha detto...

@Vanna
"complot" e "sex-up" sono due cose differenti, che implicano tempi e scelte differenti.
Che poi al "sex-up" si faccia a volte anche ricorso nelle costruzioni dei "complot" e ancor più nelle fasi di "cover-up" degli stessi: non significa affatto che le due cose coincidano.

inoltre, i "complot" hanno costi e scopi e lungimiranze di gran lunga più grandi di quelli dei "sex-up" (che a volte possono anche solo coincidere con un innamoramento delle proprie tesi al punto da travalicare, abbellendoseli pro domo propria o per piaggeria o per tornaconto appunto, o con un maldestro ritocchino a trucco di deviazione per nascondere pigrizie o errori in buona fede)

Sandro

Vanna ha detto...

Pino, scusami ma ho risposto in base a ciò che hai scritto.
L'appunto riferito alla difesa di arrendersi è l'ultimo che qui si ritrova intorno al modo di procedere di quel pool, pertanto il precedente era riferito al consueto modo di certuni di criticarne l'operato. A te mi sono riferita su "la resa" che, a mio parere rientra nel florilegio raccolto qua e là da altri intorno all'operato della difesa, ti chiedo scusa se a te è sembrato altro ma non intendevo certo attribuirti il non detto.
Inoltre, sempre a parer mio, non mi sembrerebbe opportuno che "la resa" possa essere "la conclusione logica" quando il "logico" in questo caso non c'è a cominciare dall'accusa, dalle prove costruite, dal peso diverso dato a quei dna, insomma da tutto l'iter accusatorio.

Se tutti hanno lavorato senza compenso e sono stati anche inquisiti nella loro professionalità, guarda Denti come è stato giudicato, chi dovrebbe pagare fior di professionisti, possibilmente stranieri che si dovrebbero spostare a spese loro?

Il problema è altro e lo scrissi giorni fa, la difesa deve attaccare su quello che non le è stato permesso di vedere, su come hanno chiuso le richieste fatte, su come hanno disprezzato quelle famiglie ancor prima e come mai certe notizie sono arrivate prima alla stampa, su tutta una serie di comportamenti o procedure che le hanno impedito, di fatto,di richiedere.

Se la giustizia si attacca al dna ( quello poi è pieno di incertezze) non è giustizia.

Pino anche io sono schietta e ripeto: non ti ho attribuito nulla oltre " la resa".

Vanna ha detto...

antrag:
"Procedure sballate, addetti incompetenti e bassezze morali possono generare situazioni simili a quelle ordite a tavolino da menti perverse per fini inconfessabili."
aggiungo:
...su poltroncine dorate ricoperte di broccati e velluti incollati al bottom.

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